Vita da parkrunner - 29th August 2017
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Visita a Bushy parkrun

copertina

 

Sabato 12 agosto ho avuto finalmente l’opportunità di partecipare a Bushy parkrun, il mitico evento dal quale tutto ha avuto inizio.

 

Per noi parkrunner Bushy Park è un pò come La Mecca per i musulmani o New York per i maratoneti: una destinazione che, prima o poi, devi mettere in calendario.

 

Come Country Manager italiano, inoltre, ero particolarmente interessato alla gestione di una manifestazione così prestigiosa, capace di raccogliere intorno a sé migliaia di partecipanti ogni sabato mattina.

 

Ho avuto anche il piacere di essere accolto da tutto lo staff dei volontari (più di 40 in quella occasione!) guidati dalla simpatica Run Director Ali Kennedy.

 

Con Ali Kennedy

Con la Run Director Ali Kennedy

 

Insieme a me erano presenti l’Event Director di Milano Nord parkrun, Max Fava, e uno dei più assidui frequentatori dell’evento milanese: Dario Domeniconi, accompagnato dal fratello Daniele.

 

Con Max e Dario

Con MaxFava (a sn.) e Dario Domeniconi (a dx.)

 

 

L’emozione più grande è stata quella di schierarsi alla partenza della 693sima edizione di Bushy parkrun in prima fila, davanti a più di 1200 partecipanti, sentirsi nominare e ricevere il welcome durante il briefing pre-corsa – con relativo caloroso applauso – e poi vedersi travolgere dalla moltitudine di corridori al segnale dello start!

 

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La miriade di partecipanti schierati alla partenza

 

 

Poi, via a tutta birra lungo l’unico giro che permette di completare i canonici 5 km di parkrun. Percorso misto di erba e terra battuta, con pure due pozzanghere da superare tutti allegramente con l’acqua alle caviglie.

L’atmosfera è, come sempre succede in un evento parkrun, gioiosa e gradevole. Almeno nel mio gruppo di tranquilli runner con previsione di completare il giro intorno ai 23 minuti.

 

Davanti, invece, se le danno di santa ragione, con il primo parkrunner che taglierà il traguardo in 15’38″. E nel gruppo c’è anche il “nostro” Dan Domeniconi, capace di completare il giro in una prestigiosa 14a posizione!

 

All’arrivo ho modo di sperimentare la gestione delle posizioni con il “double funnel”, una doppia fila di parkrunner che si fanno incanalare subito dopo il finish con un sistema di cartelli con lettere che evita di far confusione con l’ordine di arrivo.

 

E poi, la seconda grande emozione della giornata: stare davanti l’ultimo tratto del percorso ad ammirare i vari arrivi dei partecipanti. I brividi che mi hanno dato gli sguardi di alcuni/e parkrunner evidentemente appagati della loro prestazione, magari raggiunta dopo sacrifici e tanta forza di volontà, sono stati per me tantissimi. Bambini, uomini e donne di una certa età o con evidenti handicap motori, padri con figli, madri con carrozzelle, tutti con l’espressione soddisfatta di chi aveva raggiunto un prestigioso traguardo o addirittura vinto una sfida. Quello stessa sensazione di trionfo che si avverte in altre prestigiose manifestazioni sportive, come quelle olimpiche.

 

Abbiamo avuto successivamente l’opportunità di farci intervistare da uno degli addetti alla redazione del report della giornata, Andy Howarth, con relativa foto apparsa sulle news di Bushy parkrun.

 

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Con Max Fava e Handy Howarth

 

Infine, per vivere ancora intensamente l’atmosfera dei primi giorni, un bell’incontro con uno dei “pionieri” di parkrun, James Russell, partecipante – insieme ad altri 12 parkrunner – alla primissima edizione del 2 ottobre 2004, prima di Bushy parkrun e che ha dato il via al fenomeno che tanto amiamo.

 

Con James Russel e co

Foto di gruppo con il pioniere di parkrun James Russell (il più alto al centro)

 

Come completare la mattinata senza una meritata gradevole sosta al caffè del parco? Così eccoci a consumare ottime fette di “carrot cake” o “muffin” con deliziosi succhi di frutta e yogurt e, contemporaneamente, aiutare i volontari parkrun a sistemare a gruppi di 100 i migliaia di “token” delle posizioni impilandoli ordinatamente con dei mega spilloni da balia.

 

L’esperienza è così completa come la soddisfazione e l’emozione di aver vissuto un’atmosfera unica e da provare almeno una volta nella vita!

 

Giorgio Cambiano

Country Manager

Parkrun Italia

 

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