Notizie - 9th March 2018
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La mentalità della “piccola p”

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Riportiamo di seguito una parte di un articolo tratto dall’ultima newsletter dei cugini parkrunner statunitensi, che ben ci spiega come sia nato il nome “parkrun” ed il significato della “p” minuscola.

 

La maggior parte delle persone che hanno scoperto parkrun vorrebbe gridare a tutti quanto lo adorano – in quanto evento, comunità, concetto. Ma la cultura e l’ethos di parkrun sono più riservati e umili, riflettendo la natura del suo fondatore. parkrun è scritto come una sola parola, con la “p” minuscola, che rappresenta la semplicità e l’inclusività dell’organizzazione e degli eventi.

 

Ognuno ha un ruolo nel creare l’ambiente tipico di parkrun. Ma certe persone incarnano in modo particolare la mentalità da “piccola p”. Una di queste, ovviamente, ne ha titolo più di chiunque altro.

 

Paul Sinton-Hewitt ha fondato parkrun partendo da un semplice appuntamento per una corsa e un caffè con alcuni dei suoi amici, in un parco di Londra nel 2004. Paul è l’esempio più calzante dello spirito da “piccola p”: umile, generoso e riservato.

 

Una delle nostre storie preferite su Paul proviene da una recente visita ad una affollatissima parkrun di Londra, dove ha dato una mano come volontario. Una anziana signora, madre di uno degli organizzatori, si è offerta pure lei volontaria quel giorno e si è trovata, a conclusione dell’evento, a sistemare i token insieme a Paul. In seguito ha riferito a suo figlio della bella giornata passata a parkrun, lavorando con un brav’uomo di nome Paul. Non si era assolutamente resa conto di aver fatto da volontaria con l’uomo che ha fondato l’intero movimento.

 

Paul ci ha spiegato da dove provenga il nome “parkrun” e la sua ortografia distintiva.

 

“Prima che il nostro movimento venisse chiamato parkrun, lo abbiamo chiamato “Time Trial” (prova a tempo). Quindi il primo evento è stato chiamato Bushy Park Time Trial, e il secondo Wimbledon Common Time Trial, e così via. Man mano che crescevamo, però, ci convincevamo sempre più della inadeguatezza del nome, che non rifletteva la vera essenza di quegli appuntamenti settimanali. C’era un 5% di partecipanti che si impegnava in una prova a tempo, ma tutti gli altri partecipavano a una “corsa nel parco”. Nel 2008 ho lavorato con Nike London per dare un nuovo titolo al movimento. Mentre stavamo cercando un nome ad effetto, un amico, che non sapeva quello che stavamo facendo, mi suggerì il termine “parkrun”. All’inizio, questo nome non mi entusiasmò, tuttavia, col tempo, ha finito col dare un senso a tutto il movimento.

 

Il resto è storia. Il lavoro di Nike è stato brillante. Ha profuso tutte le risorse creative del suo studio sul marchio e così ne è venuto fuori un nome che è sempre una sola parola ed in minuscolo. Il motivo per cui la parola “parkrun” è scritta in minuscolo è semplicemente un problema di marchio. Simbolicamente trasmette il messaggio che siamo inclusivi, amichevoli, divertenti e attivi.”

 

psh

 

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