Vita da parkrunner - 21st May 2018
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Una inglese a Roma Pineto

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Grazie alla cortesia di Abby Davies, una simpaticissima ragazza inglese in visita a Roma, abbiamo il piacere di proporvi un resoconto della sua partecipazione all’edizione #7 di Roma Pineto parkrun.

 

La versione in lingua originale potete trovarla sul blog di Running Abby, mentre di seguito vi proponiamo la traduzione in italiano a cura di Salvatore Vassallo, Event Director di Roma Pineto parkrun.

 

Buona lettura!

 

Dato che sarei stata a Roma per il weekend, ho controllato se ci fosse qualche parkrun locale da aggiungere alla mia collezione. Ho visto che ce n’era uno poco fuori il centro e ho pianificato come arrivarci.

Mi son dovuta svegliare presto, beh presto per essere sabato e uscire per le 7e20 in modo da poter fare a piedi i 2.5km per arrivare alla stazione di Ostiense. Qui ho preso un treno che in 20 minuti mi ha portato al Gemelli. Per me era la soluzione migliore al costo di solo 1€. Dal Gemelli con una camminata di 5 minuti ho trovato facilmente il parco dove alcuni parkrunner si stavano già radunando nell’area di partenza.

 

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Sono stata accolta da un caloroso benvenuto da parte di uno dei volontari e da una coppia inglese, proveniente curiosamente non lontano da  dove vivo. Subito hanno iniziato ad arrivare persone da tutte le parti del mondo: qualche inglese, australiani, canadesi, una ragazza irlandese e qualcuno dalla Francia. Questa è una delle cose che amo di parkrun: persone da tutte il mondo che si riuniscono con uno scopo comune, completare 5k a qualunque passo desiderino.

Dopo è arrivata l’ora del briefing. Vista l’affluenza di anglofoni il briefing è stato fatto sia in italiano sia in Inglese. Abbiamo scoperto che si trattava di una corsa campestre su 2 giri e che dovevamo stare attenti a dove mettere i piedi specie nel primo km. Quindi per me non si trattava solo di correre un parkrun in un altro paese, ma del primo tentativo di affrontare un parkrun campestre.

Il 19 maggio tutte le parkrun in Italia si sono svolte in memoria di due giudici uccisi dalla mafia. Alla loro memoria un volontario ha letto un discorso in cui venivano ricordati i nomi di alcune delle vittime.

 

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Poi ci siamo allineati e… partiti!

Essendo un terreno stile trail è stato un po’ complicato all’inizio, guardando dove mettevamo i piedi e senza sorpassare, ma presto ho trovato il mio ritmo, incespicando qua e là ma non sono veramente caduta (stranamente visto i miei precedenti).

Il giro consisteva in un paio di saliscendi conditi da erba alta e dal caldo. Si ritornava poi verso la linea di partenza per ripartire per un secondo giro, che sapendo cosa ci aspettava è stato più semplice, anche se la salita finale non si è per niente addolcita.

 

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Mi è piaciuto prendere parte a qualcosa di nuovo in un paese estero. È stato fantastico poter parlare con persone da tutto il mondo e venire a conoscenza di come parkrun stia iniziando a crescere in Italia. È stato molto interessante parlare con uno dei volontari che ci ha raccontato alcuni aspetti sulla corsa in Italia.

È venuto fuori che per iscriversi a una società o prendere parte a una gara competitiva di qualunque tipo è necessario un certificato medico specialistico. Inoltre, un runner che conclude i 5km in 25minuti è ritenuto “lento”! Sono praticamente una lumaca ai loro occhi!

parkrun è partito da poco in questa nazione e sentire queste cose mi ha fatto apprezzare ancora di più tutti i risultati raggiunti da parkrun in Inghilterra, nel diffondere la corsa e renderla inclusiva. Spero davvero che continui a crescere in Italia e che accadano un sacco di cose positive grazie a questa comunità fantastica.

Comunque, sono arrivata 27esima in 31:04!

 

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E alla fine la mia parte preferita: i volontari hanno distribuito acqua (davvero apprezzata) e alcune gustose torte.  Non sono sicura di come si chiamassero, ma erano buonissime!
Siamo rimasti all’ombra ancora un po’ a chiacchierare e poi ho fatto ritorno alla stazione ferroviaria per prendere il treno di ritorno per Trastevere in tempo per vedermi il Royal Wedding!

 

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Direi che ne vale sicuramente la pena se si è in visita a Roma: uno dei parkrun più accoglienti e con prelibatezze alla fine!

http://www.parkrun.it/romapineto/

 

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