Dicono di noi - 9th November 2016
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Il parkrun di Giorgio Cambiano

aldo e gio

DA “SICILIARUNNING Mag” - Febbraio-Marzo 2016. Articolo di Michele Amato.

Si chiama parkrun ed è una corsa non competitiva, settimanale, tipicamente anglo-sassone, sulla distanza di 5 km. Una corsa che vede il podista aggregarsi con altri “colleghi” e sfidare se stesso, dal momento che di ogni atleta si registrano i crono e lo stesso finisce in una classifica che si aggiorna corsa dopo corsa. Un modello di corsa sicuramente lontano da quelli proposti da noi, ma che da noi è arrivato, e questo grazie a Giorgio Cambiano (suo il primo passo per Parkrun Italia) e Aldo Siragusa (responsabile del circuito Ecotrail Sicilia) e che il parkrun lo hanno portato, nel maggio scorso, “addirittura” a Palermo trovando come sua spalla ideale il Parco Uditore vera e propria location naturale. L’intervista con Giorgio Cambiano… Anche a Palermo si corre il parkrun.

 

1) Possiamo fare un primo bilancio del Parkrun a Palermo…

Il bilancio è sicuramente positivo. Siamo riusciti a partire con una iniziativa inedita nel territorio nazionale incominciando da una città come Palermo che, sicuramente, non era tra le più adatte per partire con il massimo delle caratteristiche favorevoli. Eppure, possiamo dire con certezza che la scommessa è stata vinta. Uditore parkrun, a circa otto mesi dal suo lancio, è ormai una realtà consolidata. Ogni sabato mattina si presentano dei parkrunner in numero variabile. Molto dipende dalle condizioni atmosferiche, ma si è già formato un nucleo di affezionati che cerca di non perdersi un’edizione di Uditore parkun. Certo, bisogna ancora lavorare molto per diffondere la conoscenza di questa iniziativa tra i podisti palermitani, ma ormai non si torna più indietro.

 

2) Come è nata l’idea di portare il Parkrun in città

Tempo fa avevo avuto un’idea di attività legata alla corsa che assomigliava molto a quanto proposto da parkrun. Parlando con mio fratello, che vive in Inghilterra, di questa idea, mi disse che gli ricordava molto quanto da lui già sperimentato con parkrun. Perciò studiai il sito web di parkrun.com per cercare di capirne di più. Mi appassionai tanto che mi proposi di portare parkrun in Italia – allora i paesi interessati erano, oltre alla Gran Bretagna, l’Australia, il Sudafrica, l’Irlanda, la Polonia, la Nuova Zelanda, la Danimarca e gli Stati Uniti. Mandai una mail alla segreteria di parkrun Global chiedendo delucidazioni in materia e, dopo pochi scambi di email, riuscii ad ottenere un appuntamento, niente popò di meno che, con Paul Sinton-Hewitt, il mitico fondatore di parkrun. L’incontro è avvenuto a Windsor nel marzo del 2014. Direi che c’è stata subito un’intesa tra noi e, dopo circa un’ora di colloquio, Paul mi affidò l’incarico di portare parkrun in Italia. Da allora è stato tutto un susseguirsi di impegni, studi e ricerche per preparare tutto l’occorrente per partire con il primo evento nazionale. Ma, sin dall’inizio, è stato chiaro nella mia mente che tutto dovesse partire da Palermo. E questo non soltanto per gli evidenti vantaggi di trovarmi più a mio agio nella mia città di residenza, ma anche per portare una volta tanto Palermo in cima ad una classifica positiva.

 

3) Una crescita in simbiosi con il Parco Uditore che sta facendo bene ad entrambe

Sicuramente la presenza del Parco Uditore e dei magnifici volontari che lo gestiscono è stata determinante per la fortuna di parkrun. La mia prima scelta, quando stavo valutando i luoghi della città più adatti allo scopo, era stata quella del Parco Ninni Cassarà. Purtroppo la presenza di amianto ne ha costretto la chiusura in attesa di completare la bonifica. Forse, però, per parkrun è stata una fortuna, perché ha dirottato la scelta del primo evento italiano sul Parco Uditore e ha creato il primo gruppo di volontari italiani di parkrun utilizzando l’esperienza e l’entusiasmo dei giovani volontari che già gestivano brillantemente il Parco Uditore. Certo, oggi, ogni sabato mattina, il parco è animato dai parkrunner che si ritrovano per percorrere insieme i quattro giri di Uditore parkrun. E questo appuntamento settimanale ha attirato anche parkrunner provenienti da altri paesi come la Gran Bretagna, la Polonia e perfino la Nuova Zelanda. Sono arrivati anche i primi sponsor locali, che hanno scommesso sulla visibilità in crescendo di parkrun e che hanno promesso di finanziare la gestione del parco che necessita sempre di nuova linfa per le tante spese di gestione. Insomma, sì, possiamo senz’altro dire che il connubio Parco Uditore – parkrun funziona e porta benefici ad entrambi.

 

4) Quali sono i punti “forti” del Parkrun Uditore e perché piace…

Uditore parkrun, come già detto, usufruisce del grande vantaggio di avere un nucleo di volontari esperti già presenti in loco per gestire tutte le altre attività del parco. Nella maggior parte degli altri parkrun del mondo i volontari sono esterni al luogo dove si effettua il parkrun e perciò è necessario mettere insieme un gruppo affiatato che assicuri l’effettuazione settimanale dell’evento. Per Uditore parkrun i volontari sono già lì, ogni sabato mattina, per aprire il parco e organizzarsi nella gestione; parkrun è una delle tante attività della giornata… Per quanto riguarda il percorso, esso è molto piatto e scorrevole e questo viene molto apprezzato soprattutto dai tanti parkrunner stranieri che sono venuti a correrlo. Inoltre, la collocazione di Parco Uditore in un punto molto accessibile della città ed il fatto che sia già frequentato da molti corridori costituiscono altri punti “forti” per Uditore parkrun. Le ragioni per le quali Uditore parkrun piace a chi lo frequenta sono le stesse di ogni evento parkrun del mondo: estrema facilità di partecipazione, completa gratuità, nessuna pressione agonistica, piacere di ritrovarsi tutti insieme con gente animata della stessa passione, possibilità di muoversi e sentirsi bene in un posto gradevole e protetto, occasione di rendersi e sentirsi utile facendo volontariato.

 

5) Per te un impegno non indifferente tra conferenze e aggiornamenti in giro fuori dai confini italiani…

In effetti, da quando ho iniziato questa avventura, la mia vita è cambiata non poco. Gli impegni sono aumentati a dismisura, soprattutto per l’attività di promozione e gestione di Uditore parkrun e degli altri eventi che speriamo di avviare al più presto in altre città d’Italia. Ogni mese, poi, abbiamo un appuntamento fisso, tramite una “online conference”, tra tutti i “country manager” dei vari paesi in cui è attivo parkrun e, una volta l’anno, le riunioni si fanno in loco. Sono già stato per questo motivo in Inghilterra e in Irlanda ed il prossimo incontro, previsto a fine marzo, sarà in Sudafrica, a Città del Capo.

 

6) La cosa più curiosa che è capitata al parkrun Uditore in questi mesi…

Probabilmente, quello che più mi ha colpito, è stata la grande presenza, soprattutto all’inizio, nel periodo estivo, di tantissimi parkrunner stranieri che, in vacanza in Sicilia e venendo a sapere della presenza di un evento parkrun a Palermo, non si facevano scrupolo di farsi anche centinaia di km per non interrompere la loro serie di parkrun. Così abbiamo avuto visitatori provenienti da Cefalù, come da Messina o Catania. Ma il più originale di tutti è stato senz’altro tale Cass Castleton, noto “collezionista” di parkrun in giro per il mondo, che ha avuto la capacità di arrivare in aereo dall’Inghilterra il sabato mattina, partecipare al parkrun, e poi riprendere velocemente la strada per l’aeroporto per tornare a casa!

 

7) c’è invece qualcosa che ti ha lasciato e ti lascia con l’amaro in bocca…?

Forse l’unico aspetto deludente per me è stato l’atteggiamento di certi atleti di rango della città. A parte alcune importanti eccezioni, infatti, chi è abituato a partecipare alle gare podistiche per vincere, o comunque ben figurare, snobba Uditore parkrun. Noi non enfatizziamo chi segna il miglior tempo della giornata e non diamo nessun tipo di premi per chi ottiene i migliori piazzamenti. Piuttosto lodiamo la costanza di presenze o il miglioramento delle proprie prestazioni, anche se dovessero essere registrate dall’ultimo in classifica. Uditore parkrun è tutto fuorché una gara e chi ha compreso l’ethos di parkrun lo sa bene. In Inghilterra anche i grandi corridori partecipano agli eventi parkrun e ne approfittano per sfidarsi con altri atleti di pari livello. Grande è la partecipazione dei club che approfittano degli incontri settimanali per mostrare a tutti chi sono i migliori. Dicevo, però che ci sono state lodevoli eccezioni. Uno tra tutti è stato Filippo Lo Piccolo, atleta palermitano di spessore mondiale, che ha già partecipato più volte calandosi perfettamente nell’atmosfera di parkrun. Presenza costante e di grande riferimento è poi quella di Calogero Di Gioia, atleta polivalente e instancabile che incarna perfettamente l’ethos di parkrun. Un altro protagonista di buon livello è Fabio Bongiorno, che ha già partecipato un paio di volte ad Uditore parkrun, sempre con ottimi risultati. Comunque, ad oggi, i detentori del record maschile e femminile di Uditore parkrun, rispettivamente pari a 17:33 e 21:23, sono entrambi stranieri: può questo dato solleticare il campanilismo di qualche atleta nostrano?

 

8) Come mai il parkrun ha attecchito solo da noi…il resto dello stivale (soprattutto il Nord che non lesina parchi, verde e quant’altro) non decolla

Intanto godiamoci, una volta tanto, un primato positivo da parte della nostra sfortunata città. Per il resto della nazione ci stiamo attrezzando. Abbiamo avuto già tante manifestazioni d’interesse e con alcuni siamo già prossimi a trovare un accordo per partire con un nuovo evento. La prudenza è d’obbligo. Gli standard richiesti da parkrun Global sono molto esigenti e non vogliamo affidarci a gruppi che non siano più che seri e motivati. E’ chiaro che uscendo dalla propria città diventa tutto più difficile, in special modo prendere contatto con le persone giuste. Però sembra inevitabile che parkrun sia destinato a diffondersi in tutta la penisola. E’ solo questione di tempo…

 

9) Il complimento più bello che ti e vi ha fatto il fondatore del parkrun Paul Sinton-Hewitt

Paul e sua moglie Joanne hanno apprezzato moltissimo l’accoglienza ricevuta ed il calore dimostrato dai molti parkrunner che hanno voluto conoscerlo. Memorabile è stato il giro d’onore che Calogero Di Gioia ha voluto percorrere con lui dopo aver terminato i suoi 5 km. Dopo la visita a Palermo del fondatore di parkrun c’è stato un rapido incremento dei partecipanti a Uditore parkrun e Paul si è subito premurato di scrivermi per farmi i complimenti per la bella piega presa.

 

10) Cosa c’è nel futuro del parkrun a Palermo…?

Io spero vivamente che parkrun possa divenire presto una realtà conosciuta in città da sempre più podisti. E’ auspicabile che, oltre al parco Uditore, altri luoghi della città possano ospitare degli eventi parkrun. Penso al parco Ninni Cassarà, quando riaprirà, ma anche alla Favorita o al Foro Italico. Sono tutti luoghi molto frequentati dai podisti palermitani e vorremmo offrire loro la possibilità di entrare nel meraviglioso mondo parkrun. Per quanto riguarda specificamente Uditore parkrun, vorremo organizzare sempre più eventi speciali come quello già svoltosi il 19 dicembre scorso, in occasione dell’evento #29, che abbiamo intitolato “Una corsa per Greta”, a ricordare una splendida bambina che ci ha lasciato troppo presto ed in memoria della quale abbiamo organizzato una raccolta fondi da destinare ai bambini più sfortunati. Abbiamo già in serbo una prossima giornata a tema che intitoleremo “La corsa della speranza” che vedrà a raccolta le migliori associazioni della città impegnate nel sociale ed i cui membri non vogliono perdere la speranza di far diventare Palermo una città “normale”.

Vorrei concludere ringraziando tutte le persone che hanno reso possibile portare parkrun in Italia. In special modo tutti i volontari di Parco Uditore e tutti i parkrunner che ogni sabato mattina partecipano a Uditore parkrun. Auspico una sempre maggiore presenza di podisti di ogni tipo e genere: uomini, donne, bambini, giovani e meno giovani. parkrun è una grande occasione per chi in città vorrà fare un pò di sano movimento a costo zero e divertendosi in un ambiente piacevole e familiare. Spero che sempre più gente ne vorrà approfittare.

 

 

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