Riconoscimenti - 1st August 2017
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parkrunner del mese – Luglio

copertina

 

I parkrunner in Italia aumentano e sono tutti meravigliosi!

 

Questo mese, però, ne abbiamo scelto uno più meraviglioso degli altri!

 

Per trovarlo siamo tornati alle origini, a quell’Uditore parkrun che ci ha consentito di iniziare questa fantastica avventura due anni fa a Palermo.

 

E, infatti, di un palermitano si tratta, di quelli di razza buona e resistente.

 

Signore e signori, ecco a voi il parkrunner del mese di luglio:

 

Roberto

 

 

Nome: Roberto Palazzotto.

 

Club: C.u.s. Palermo.

 

Età: 22.

 

Home run: Uditore

 

Occupazione: Studente.

 

Corsa su strada o trail?: Finora su strada, ma in futuro sicuramente correrò qualche trail.

 

Numero di partecipazioni: 30.

 

Numero di volontariati: 12.

 

Ruolo preferito da volontario: Run Director.

 

Cosa fai quando vai al parkrun: Dipende dalle circostanze, a volte corro per cercare il PB, a volte corro in compagnia anche rallentando il passo oppure faccio il volontario.

 

Come parkrun ha cambiato il tuo modo di interpretare la corsa: Mi è sempre piaciuto correre, dopo la maturità, quindi 4 anni fa, ho cominciato ad andare a correre allo stadio delle palme, mi preparavo la playlist da ascoltare, mi mettevo le cuffiette e correvo, lo trovavo come un modo per rilassarmi. Successivamente ho pensato che sarebbe stato bello correre in diversi paesi così ogni viaggio che facevo mi ritagliavo un’oretta la mattina o la sera per correre e quindi ho corso all’Hide park di Londra (purtroppo di domenica mattina, magari se avessi corso il giorno prima avrei scoperto parkrun proprio a Londra), sotto la Tour Eiffel a Parigi e al Central park di New York. In ogni paese dove andavo correvo. Frequentando spesso il Parco Uditore per attività con il Centro Scacchi Palermo e conoscendo i volontari del Parco, ho conosciuto parkrun ad ottobre dello scorso anno. L’idea di correre in compagnia mi è piaciuta sin da subito ed ero sicuro che correndo in compagnia sarei migliorato notevolmente infatti in genere correvo i 5km sui 28 minuti e già al mio primo parkrun ho corso in 27:48. parkrun mi ha fatto comprendere che se avessi voluto con la corsa mi sarei potuto togliere moltissime soddisfazioni, soprattutto all’inizio parkrun mi dimostrava che ogni sabato il mio tempo di percorrenza dei 5km diminuiva vertiginosamente. Mi ha fatto credere di più nei miei mezzi in uno sport (la corsa) in cui non avrei mai pensato di poter competere. Così ho cominciato ad allenarmi con l’obiettivo di fare Personal Best ogni sabato e così è stato per 12 sabati consecutivi, a quel punto ho pensato che avrei potuto fare di più, e allora ho cominciato ad incrementare i km per esempio prima del parkrun correvo altri 5km in modo da farne 10 oppure la domenica facevo lunghi dai 15 ai 25km. Nel frattempo era gennaio, avevo l’ultima materia da dare prima della laurea e oltre a scrivere la tesi pensavo anche a quale potesse essere un bel regalo di laurea, uno di quelli che non ti scordi mai più, che ti porti per tutta la vita. La risposta ovviamente me l’ha data parkrun, se correre mi piaceva così tanto allora il regalo di laurea doveva essere una bella corsa, magari la regina delle corse: una Maratona. I miei mi hanno regalato il viaggio mentre la mia ragazza l’iscrizione alla Edp Rock’n’Roll Madrid Marathon. Il 23 aprile a Madrid ai nastri di partenza eravamo in 40.000, ma la prima cosa che ho visto è stata una maglia, una maglia arancione di un corridore che probabilmente come me era lì grazie a parkrun.

 

Cosa ti piace di più di parkrun: Mi piace l’inclusività, parkrun non è per i sportivi ma per tutti, si può correre ma anche camminare e nessuno ti metterà fretta, anzi l’applauso maggiore va proprio agli ultimi arrivati. A parkrun tutti sono benvenuti, grandi, piccini, cani al guinzaglio, mamme con il passeggino. Mi piace la facilità di socializzazione, mi piace il clima che si viene a creare. A Uditore parkrun dopo la corsa/camminata sempre rimaniamo un poco tra di noi a scambiare 2 chiacchiere (o a mangiare qualche torta!!), ormai è come se fossimo una grande famiglia.

 

Il ricordo più memorabile o la cosa più divertente di parkrun: La prima volta da Run Director, c’erano 2 parkrun tourist quindi mi ero preparato in mente tutto il bel discorso in inglese. Mentre parlavo spedito in inglese, ad un certo punto dovevo spiegare il percorso, mi sono bloccato e ho detto “Ma come si dice dritto in inglese?” scatenando l’ilarità di tutti.

 

Cosa dicono di lui: Quando ci si immagina la figura del “bravo ragazzo” avere Roberto come modello può aiutare moltissimo. Sì, perché lui lo è davvero e senza falsa retorica. A Uditore parkrun è un punto di riferimento per tutti! Ottimo corridore, con una serie impressionante di PB che gli hanno permesso di migliorare molto le sue prestazioni,. Persino maratoneta, malgrado una preparazione organizzata in tempi strettissimi. Roberto ha dato ottima prova di sé anche da volontario, ricoprendo vari ruoli e sempre con la massima serietà ed efficienza. Ha persino portato gli amici parkrunner a cimentarsi, nel dopo corsa, con delle sfide a scacchi, grazie alle sue doti di maestro della disciplina ed alla presenza di una scacchiera gigante nel parco. Oltre a maratoneta e maestro di scacchi, Roberto è pure un giovanissimo ingegnere, che perfezionerà il suo titolo con la laurea magistrale, per ottenere la quale andrà a studiare un anno a Lisbona. Ci mancherà moltissimo, ma siamo contenti per lui perché farà un’esperienza che gli servirà nella vita e siamo sicuri che anche per i suoi amici parkrunner troverà un posto nel suo cuore!

 

Roberto si guadagna anche un bell’omaggio: una T-shirt ufficiale con i colori parkrun e la personalizzazione di Uditore, che gli auguriamo di portare con se quando visiterà altri parkrun nel mondo. Congratulazioni!

 

 

maglietta Uditore

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