Uncategorized - 5th October 2017
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Diffondiamo il messaggio

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Mentre ci prepariamo a celebrare il nostro 13 ° compleanno questo fine settimana, è difficile non riflettere su quanto siamo andati avanti ​​in un così breve periodo di tempo. 13 corridori e una manciata di volontari al nostro primo evento sono cresciuti fino a diventare una comunità globale di oltre 2,5 milioni di partecipanti. E sebbene i numeri siano impressionanti, sono le amicizie, le storie che cambiano la vita e la positività che ho sempre visto come la vera misura del nostro successo.

 

Eppure, nonostante siamo cresciuti fino a diventare il più grande evento di corsa al mondo, e pur avendo un impatto così profondo su così tante persone e comunità, ci sono ancora persone appartenenti a dei circoli sportivi che non interpretano correttamente parkrun nello stesso modo in cui lo facciamo noi. Per esempio, l’editore di una popolare rivista del Regno Unito ha recentemente chiesto a un giornalista di partecipare ad una parkrun per “barare” di nascosto non completando i 5K, e poi scrivere della propria esperienza.

 

Naturalmente, l’oggetto dell’articolo non ha senso. I nostri eventi non sono gare, non è una competizione. 13 anni fa, quando ho iniziato il nostro primo evento, l’ho chiamato “Bushy Park Time Trial”. Si trattava sempre di una corsa cronometrata, che offriva l’opportunità di misurare i progressi su base settimanale, e quei principi esistono ancora: non ci sono vincitori, o premi e quindi, se qualcuno decide di barare, prende in giro solo sé stesso. Tuttavia, l’oggetto dell’articolo ci fa pensare e ci permette di prendere in considerazione la vera essenza di parkrun.

 

È da un po’ che rifletto sui valori che tutti noi come parkrunner rappresentiamo. Non è un segreto che ero un runner infortunato quando mi è venuta in mente l’idea di parkrun e la corsa da 5K era il “gancio” per trattenere i miei compagni al parco alle 9:00 di ogni sabato mattina. A dirla tutta, si trattava di creare un’opportunità per ritrovarsi con quegli amici nel caffè del parco subito dopo.

 

Naturalmente parkrun si è adattato e si è evoluto fin dai primi giorni, ma la ragione per cui tante comunità l’hanno abbracciato non è cambiata: porta le persone a riunirsi in un ambiente socievole, solidale e non competitivo. Le parkrun non sono gare, non ci sono vincitori, e celebriamo la partecipazione – che si cammini, corra o si faccia il volontario – piuttosto che la prestazione.

 

Sì le parkrun sono cronometrate, per le persone che vogliono tenere traccia dei propri miglioramenti personali, ci sono anche le posizioni finali e le percentuali di classifica in base all’età, sebbene siano piuttosto strumenti per misurare la progressione personale, se lo si desidera. Sentiamo regolarmente storie di persone che stanno raggiungendo ciò che non hanno mai ritenuto possibile, ma per molti parkrunner si tratta semplicemente di correre o di camminare con persone che la pensano allo stesso modo e di far parte della loro comunità locale.

 

Quindi, nel momento in cui stiamo tutti diventando “teenager”, vorrei proferire un ringraziamento personale ad ognuno di voi, che svolge un ruolo importante nella promozione dei valori per cui ci battiamo. parkrun è molto più di un evento di corsa tradizionale e diffondere questo messaggio in lungo e largo ci aiuta a creare un pianeta più sano e più felice.

 

Qualunque sia la parkrun nella quale camminerai, farai jogging, correrai o farai il volontario questo fine settimana, desidero augurarti un felice International parkrun Day.

 

Paul Sinton-Hewitt, CBE

Fondatore di parkrun

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