Dicono di noi - 17th February 2019
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Se i turisti “amano” la Caffarella di corsa

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DAL GIORNALE “IL MESSAGGERO” - 16 febbraio/2019 - Laura Larcan

 

Il parco dell’Appia Antica è rientrato nel circuito internazionale della corsa “parkrun”

Tutti i sabato mattina, puntuali, arrivano stranieri in vacanza e appassionati di sport

 

“Thank you for your lovely welcome. We loved your parkrun”. Un post lasciato col cuore da Helen Williams sulla bacheca della pagina facebook della Caffarella parkrun. E’ solo uno dei tanti commenti in inglese pubblicati da insoliti turisti stranieri che per un sabato mattina di appassionato sport hanno vissuto la valle della Caffarella, costola verde del parco dell’Appia Antica.

“Lovely parkrun and very friendly team”, commenta Kathryn Warren, “a fantastic part of our short visit to Rome”, aggiunge Birgit rainbird. Sono incredibilmente tanti, arrivano in forze dall’Inghilterra, soprattutto da Londra, ma anche dal resto del mondo. L’appuntamento è fisso: alle ore 9 in punto di sabato – tutti i sabati, con il sole e con la pioggia – all’ingresso del parco da largo Pietro Tacchi Venturi, ai blocchi di partenza per la cors cronometrata di cinque chilometri, rigorosamente gratuita. E il bello è che la Caffarella è rientrata da qualche mese nel circuito internazionale del progetto sportivo senza scopo di lucro del parkrun, nato a Londra nel 2004 e che vanta in tutto il mondo 5 milioni di iscritti. Un altro modo di fare turismo e promozione di un patrimonio. Dietro alle gare, non competitive, spicca una squadra di volontari capitanata dal direttore di gara Marcello Romano, da vent’anni in prima linea nel Comitato per la Caffarella: “L’obiettivo è l’internazionalizzazione di questo straordinario parco ricco di storia, archeologia, natura – dice – Offre uno dei percorsi obiettivamente più belli del circuito mondiale, per questo sempre più turisti stranieri in vacanza a Roma partecipano. Australiani, francesi, tedeschi, tanti sono gli habituè dai vari distretti di Londra, e ancora spagnoli, portoghesi, russi”. D’altronde, come scrive Kathryn “it’s super easy to get to on metro” (è facilissimo da raggiungere in metro). “All’inizio l’impegno di tuti i sabati mi preoccupava, ma poi la risposta è stata così immediata che ci ha spinto a continuare – racconta Marcello Romano – L’idea è di far correre ma anche passeggiare, la parola d’ordine, insomma è aggregazione”. Il parkrun in Italia debuttava a Palermo, poi si sono allineate altre tredici città, e Roma oggi vanta il Pineto accanto alla Caffarella.

 

BRIEFING IN INGLESE

Qui, la collaborazione con l’ente regionale Parco e il Comune di Roma è fondamentale. “Lo scorso sabato una runner arrivata da Londra ha completato la sua 50esima parkrun nel mondo, mentre un’altra signora ha fatto la sua prima corsa”, racconta Elisabeth Lee, originaria di Manchester e romana d’adozione che il sabato mattina, puntuale, accoglie gli aspiranti podisti con un briefing in inglese e italiano. “La scorsa settimana è stato divertente, c’erano almeno una trentina di gallesi arrivati a Roma per la partita di rugby”, ricorda Elisabeth. Il percorso è curato nei minimi dettagli. “Il lavoro dei volontari è fondamentale – riflette Romano – l’idea è, in futuro, di offrire un autentico percorso turistico che tocchi i monumenti del parco”. La formula vincente è la periodicità del sabato. C’è la moglie che convince il marito, chi porta i figli, chi si aggrega con il cane. Per partecipare è semplice: basta collegarsi al sito (parkrun.it), ci si registra, e si stampa il codice che permetterà di ricevere il tempo personale. E non serve penotarsi. D’altronde, tutto deve essere all’altezza del circuito internazionale. La vera forza dell’organizzazione sono i volontari, dal direttore di corsa, al cronometrista, a chi segue e chiude la fila, chi controlla che tutti arrivino al traguardo, fino alle persone che allestiscono le tabelle direzionali lungo il percorso. “Lo scopo è far vivere e conoscere il parco dell’Appia Antica”, ribadiscono. E il post è immediato: “Thanks to all fabulous volunteers”.

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