Riconoscimenti - 12th May 2019
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parkrunner del mese – Aprile 2019

copertina

 

Scusate il ritardo, ma cerchiamo di compensare con una impostazione diversa dal solito della rubrica del parkrunner del mese.

 

Questa volta, infatti, anziché la classica struttura con domande e risposte, trovate una brillante descrizione della propria esperienza a parkrun da parte della nostra protagonista.

 

Anche l’evento da lei frequentato lo incontriamo per la prima volta: si tratta di Caffarella parkrun, il secondo evento romano dopo quello di Roma Pineto.

 

Fate, dunque, una buona lettura e preparatevi a conoscere la parkrunner del mese di Aprile:

 

 

Laura

 

Nome: Laura Avancini.

 

Home Run: Caffarella

 

Numero di partecipazioni: 1.

 

Numero di volontariati: 33.

 

Miss parkrun

Lo confesso: quando i primi di settembre dell’anno scorso andai alla presentazione del parkrun lo feci solo per supportare Marcello.

Lui è un tipo speciale, uno abituato alla sperimentazione e al mettersi in gioco. Io no, ma mi dispiaceva lasciarlo ad affrontare questa impresa senza un po’ di sano tifo. Quindi mentre nella sala del Campidoglio mi spellavo le mani per applaudire il progetto esposto da Giorgio e da lui, con tanto di filmini dimostrativi  e slides sullo spirito sociale dei cinquechilometri, dentro di me pensavo: questi non sono tutti giusti.

 

Sono una donna limitata, i grandi orizzonti difficilmente mi attraggono; a volte però cambiare prospettiva fa molto bene, e la vera matta ero io a non capire la portata di questo bel gioco.

 

Un po’ alla volta quindi l’appuntamento del sabato mattina è divenuto un’abitudine gratificante. Non che io faccia niente di speciale: il grosso del lavoro lo fanno gli uomini, Marcello, Marino, Leonardo… qualunque tempo faccia, sono lì dalle otto a controllare il percorso, a mettere la segnaletica; durante la manifestazione parlano in tutte le lingue – capacità solo italiana —  con i numerosi runners stranieri, danno il via, prendono i tempi di percorrenza di ognuno; postano i momenti clou sulla pagina web, anche grazie alle foto dell’ottimo Gianfranco.

Il mio compito è smistare i corridori lungo il percorso, tra l’altro in una postazione riparata dal vento ed assolata che mi regala un colorito sano per il resto della settimana. Indosso un gilet giallo con la scritta VOLONTARIO. Voi non potete immaginare il potere di tale divisa. Chiunque ti passi accanto saluta, o ti chiede informazioni con una deferenza riservata alle forze dell’ordine; i veicoli pur autorizzati a passare all’interno della Caffarella magicamente si fermano ad un tuo cenno, riprendendo la marcia solo dopo il tuo benigno assenso.

Consiglio ovviamente l’esperienza per molti nobili motivi, come il rendersi utili al prossimo, l’incremento delle occasioni per approfondire delle simpatie o creare nuove frequentazioni.

 

Poi ci sono degli episodi scatologici che raddoppiano il piacere della partecipazione per la loro intrinseca comicità, come  il cagnetto che usa la palina segnaletica a mo’ di alberello urinatorio, nella totale indifferenza del suo accompagnatore. Sicuramente  è la natura a dettargli l’esigenza di ricavarsi un suo territorio durante la trotterellante peregrinazione nel parco.

Lo fanno in modo simile anche gli esseri umani. Il maschio italico non si limita a ringraziare il volontario come fanno gli anglosassoni, i tedeschi, i francesi, i russi o gli spagnoli quando passano pur trafelati dall’agone davanti alla tua postazione: thanks Marshall! Danke! Merci ! Spasiba!  Gracias!

 

Nonostante  si insista a predicare che il parkrun non è una gara, l’essere umano ama misurarsi, o con gli altri o con se stesso: quindi ansima per arrivare al traguardo il prima possibile.

Il maschio italico, anche se non partecipa alla corsa, gareggia sfidando il limite della propria galanteria, e quindi si misura anch’esso; saluta, si allontana, ritorna, si informa sul tuo ruolo.

 

Se volete trovare un corteggiatore, care signore di una certa età come la sottoscritta, indossate un gilet giallo e diventerete immediatamente Brigitte Bardot. Con un po’ di buona volontà e una  dose di cataratta da parte dell’interessato, i vostri capelli grigi appariranno di uno splendente biondo cenere, sotto la carezza del sole mattutino e l’indulgenza di uno sguardo innamorato.

 

Un canuto signore mi ha atteso sino alla fine della manifestazione, proponendomi di fare due passi insieme per capire meglio il percorso. Mi sono piacevolmente stupita che un uomo più anziano, molto più anziano di me, abbia  potuto progettare di iscriversi al parkrun. Non è questo il suo vero scopo: in men che non si dica il caro vecchietto passa alle vie di fatto. Mi prende arditamente sottobraccio,  sciorinando la sua situazione di benestante, e mi propone neanche troppo velatamente un fidanzamento. E’ passato dal lei al tu con la velocità di un centometrista, tanto per restare in tema di sport. Tu  come stai messa? chiede fissando innocente gli occhi di un pallor glauco nei miei, scurissimi e malvagi.

 

Un saluto a tutti i runners, ai volontari, agli habitués e ai curiosi.

Grazie dell’attribuzione di questo titolo di cui andrò sempre molto fiera.

Ci si vede in Caffarella.

Laura

 

Cosa dicono di lei: Laura è sempre presente, sin dalla nascita di Caffarella parkrun. Propositiva , coinvolgente e attiva sul lavoro di squadra. Un punto di riferimento per tutti!

 

Laura si guadagna un bell’omaggio, offerto dal nostro affezionato sponsor IdeeGreen: una T-shirt tecnica appositamente realizzata per i parkrunner del mese. Congratulazioni!

 

 

logo IdeeGreen con sito

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