Vita da parkrunner - 26th May 2019
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Heather Griffin: una parkrunner in giro per il mondo

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Riportiamo di seguito la fantastica esperienza di Heather Griffin, straordinaria parkrunner britannica, che non ha esitato a mettersi in viaggio per diverse ore pur di non rinunciare alla sua grande passione del sabato mattina.

 

Prima una libera traduzione in italiano, per dare a tutti la possibilità di conoscere questo straordinario personaggio, e poi la versione in lingua originale della stessa Heather. Buona lettura!

 

foto1

 

Quanto saresti disposto a viaggiare per raggiungere il parkrun a te più vicino?

 

Beh, sabato mi sono messa alla prova proprio su questa domanda.

 

Sono una studente al momento impegnata con un volontariato di 2 settimane in Croazia, sono partita per Zagabria da Bristol (via Venezia per fare un salto a Treviso parkrun), ma cosa avrei potuto fare dunque nel weekend in mezzo alle 2 settimane?

 

Dopo averci riflettuto un po’, e forse dopo un po’ di vino, ho pensato che avrei potuto prendere l’autobus notturno di ritorno in Italia. Ho mandato un messaggio all’evento per chiedere se potevo raggiungere a piedi il parco dalla stazione degli autobus, e l’incantevole risposta ha suggellato l’accordo. “Stai davvero programmando di venire in viaggio da Zagabria?” … “Fantastico!” Alex, il direttore dell’evento, si è così presentato e mi ha addirittura offerto un passaggio dalla stazione degli autobus.

 

Venerdì sera sono salita a bordo di un autobus notturno alle 10:30 di sera a Zagabria, alle 6 del mattino sono arrivata sana e salva a Padova, dove ho visto il sole sorgere sulla città.

 

Troppo presto per un passaggio, ho passeggiato fino al parco, troppo presto perché il parco fosse aperto. Mi sono seduta e ho aspettato, credo il parkrunner più in anticipo della storia.

 

Alle 6:30 ho ricevuto un messaggio da Alex per controllare se fossi arrivata, un piccolo gesto che ha avuto un grosso significato, come le persone che non hai mai conosciuto, con un favoloso interesse condiviso, mostrino una premurosa connessione.

 

Quando il parco ha aperto, è stato facile trovare la partenza con la bandiera di parkrun, famosa in tutto il mondo, che mi salutava, leggermente bagnata, dato che avevo scelto per fare la mia visita il maggio più piovoso che si ricordasse.

 

La gente ha iniziato ad arrivare, e per un breve periodo sembrava che la pioggia avesse tenuto lontani i parkrunner locali. Prima arrivarono una coppia dal Sud Africa, poi una coppia dalla Germania. parkrun ha diffuso il suo appeal in tutto il mondo.

 

Come visitatori, ci siamo sentiti tutti i benvenuti, con qualche sguardo incredulo nei confronti dei miei strani scherzi.

 

La corsa è stata deliziosa, il campo è stato veloce e accogliente.

 

Non sono potuta rimanere troppo a lungo dopo, perché dovevo riprendere il mio autobus per Zagabria, ma il mio viaggio in giro di 23 ore, circa 800 km, avrà anche un posto speciale nel mio cuore.

 

Un giorno mi piacerebbe ritornare per la colazione all’italiana che Alex non è riuscito ad offrirmi. Un evento meraviglioso!

 

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Ed ecco la versione originale:

 

How far would you travel to your nearest parkrun?

 

Well on Saturday I tested myself on just that question.

 

I’m a student at present doing a 2week voluntary placement in Croatia, I travelled to Zagreb from Bristol (via Venice to pop to Treviso parkrun), but what then to do in the middle weekend of the 2weeks?

 

After a little thought and maybe a little wine I thought I’d get the night bus back to Italy. I messaged the event to ask if I can walk to the park from the bus station, and the lovely response sealed the deal. “Are you really planning on traveling from Zagreb?”…”Fantastic!” Alex the Event Director introduced himself and even offered me a lift from the bus station.

 

On Friday night I boarded a night bus at 10:30pm in Zagreb, at 6am I was safely in Padua, where I watched to sun come up over the town.

 

Too early for a lift, I strolled to the park, too early for the park to be open. I sat and waited, the earliest parkrunner in history I think.

 

At 6:30 I received a message from Alex checking I had arrived, a tiny thing that meant so much, how people that you’ve never met with a fabulous shared interest show a caring connection.

 

When the park opened it was easy to find the start with the world wide parkrun flag waving at me, slightly wet as I’d picked the rainiest May on memory to visit.

 

People started to arrive, and for a brief while it looked as though the rain was going to keep the local parkrunners away. Firstly a couple from South Africa arrived, then a couple from Germany. parkrun flexed it’s worldwide appeal.

 

As visitors we were all made to feel very welcome, with quite a few looks of disbelief about my strange antics.

 

The run was lovely, the field was fast and friendly.

 

I couldn’t stay too long afterwards, as I had to get my bus back to Zagreb, but my 23hr around trip of about 800K will also have a fond place in my heart.

 

One day I’d love to return for the Italian breakfast Alex couldn’t quite deliver on. A marvellous event!

 

Heather Griffin

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