Uncategorized - 26th May 2019
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La newsletter Maggio 2019

copertina

L’editoriale di questo mese è stato preparato da Alessandro Toscani, appassionato ED dell’unico evento padovano: Farfalle parkrun.

 

Alessandro ci ha preparato una preziosa presentazione dell’evento che dirige, così come della bella città veneta.

 

Per chi volesse andare a fare un salto da quelle parti, come ha fatto di recente la simpatica Heather Griffin, di cui leggerete più sotto, sono informazioni molto utili e complete.

 

Dunque, non indugiamo oltre e facciamo visita a Farfalle parkrun!

 

Da poco più di un anno Padova ospita la sua parkrun, in uno dei parchi cittadini più grandi, il Parco delle Farfalle. Situato in zona strategica, il parco è facilmente raggiungibile in auto (a 4 km dalle uscite Padova Est e Padova Ovest della A4 e a 2km dalla tangenziale nord uscita Vigodarzere), in treno (la stazione FS è raggiungibile anche a piedi in circa 20 minuti), in autobus (linea n. 22 fermata Centro Commerciale Ca’Grande) e in bicicletta grazie alla pista ciclabile che lo collega al centro città.

 

È gestito da una Società Sportiva che ne valorizza la bellezza oltre che con percorsi naturalistici e didattici, con la promozione di eventi sportivi (all’interno è nata una splendida e avviatissima scuola pony per bambini). In questo contesto il 10 marzo del 2018 è nato il connubio con parkrun di cui la gestione ha sposato immediatamente i valori e gli obiettivi e che ha permesso ad un numero sempre crescente di padovani di conoscere un angolo di verde prima del tutto nascosto.

 

Chi sono i Farfalle parkrunner?

Ma chi sono i tipici frequentatori del parkrun padovano: in un anno l’evento ha raccolto 378 registrazioni e 362 partecipanti (la pagina Facebook è seguita da più di 800 persone); lo zoccolo duro di parkrunner “locali” sono entrati ormai nel “tunnel” della filosofia parkrun. Si tratta di runner con milioni di km nelle gambe che ritrovano in parkrun quel gusto genuino e originario di ritrovarsi tra amici per correre e divertirsi. La loro completa dipendenza è dimostrata dal fatto che quando vanno in ferie o sono in giro per manifestazioni podistiche si fiondano a testare gli altri parkrun nazionali e internazionali (sono stati avvistati parkrunner padovani a Milano, Lucca, Marecchia, Salento e qualcuno anche in UK). In perfetto stile parkrun, si offrono come volontari quando decidono di fare una pausa dalle corse.

 

farfalle parkrunner

 

Altra categoria fortemente rappresentata è quella legata al mondo dell’Università. Studenti e ricercatori affollano gli eventi settimanali rendendo straordinariamente multietnico l’appuntamento padovano. L’Università di Padova contende a Bologna la palma di Ateneo più antico del mondo. Ma se non è certo quale sia nata per prima, Padova di sicuro vanta la prima donna laureata nella storia, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia nel 1678. Il prestigio del Bo’, la sede storica dell’Università, è noto in tutto il mondo e attira studenti e ricercatori da ogni continente. Particolarmente rappresentato il gruppo di runner cinesi che ogni sabato cala in massa invadendo il parco con le loro biciclette. Hanno subito capito che con il codice a barre personale si può correre dappertutto e ogni tanto si organizzano e vanno a far visita a qualche parkrun vicino.

 

cinese

 

L’ultima macrocategoria è rappresentata dai turisti: la vicinanza con Venezia (15 minuti di treno da Mestre e 25 da Venezia Santa Lucia) ha fatto sì che a Padova siano passati turisti di ogni parte del mondo, dal Canada all’Australia, dalla Germania alla Spagna, dall’UK alla Russia, senza dimenticare Danimarca e Nuova Zelanda. Ma non solo Venezia alimenta i flussi turistici al Farfalle parkrun perché, nonostante la distanza, anche il lago di Garda porta qualche irriducibile a sorbirsi anche tre ore di macchina per i 5 km padovani.

 

volontar

 

Il percorso

A proposito, ma che tipo di percorso trova chi corre la Farfalle parkrun? Sono 5 km che si percorrono in 4 giri in senso orario. Il fondo varia da sentiero in stabilizzato a sentiero in terra con un breve tratto di prato. Si sviluppa in gran parte sotto la chioma degli alberi, un gran bel vantaggio per la stagione estiva. Le molte curve e cambi di direzione lo rendono un circuito poco performante ma estremamente divertente e vario.

 

E alla fine, quale premio migliore per lo sforzo fatto che un buon cappuccino e brioche al bar del Parco? Che è anche punto di ritrovo prima e dopo la corsa e offre tutto quanto necessario per una meritata colazione avvolti dal calore del legno che lo fa assomigliare ad una baita di montagna.

 

bar

 

I volontari

43 diverse persone hanno prestato il loro tempo affinché Farfalle parkrun potesse realizzarsi. A tutti loro come prassi il ringraziamento per quanto fatto ma una menzione particolare meritano i ragazzi ospiti di una cooperativa sociale che gestisce richiedenti asilo soprattutto africani che si sono alternati come volontari contribuendo al loro processo di integrazione e al successo di Farfalle parkrun. Tra loro la storia di Nimbaly Mane, parkrunner del mese di febbraio, che grazie a questi accordi è entrato nella grande famiglia parkrun ed oggi grazie a parkrun gareggia a livello agonistico per Assindustria con ottimi risultati (secondo alla recente stracittadina di Padova).

 

volontario

 

Padova

Chi viene a Padova da fuori, dopo la corsa non deve perdere l’occasione per una visita alla città.

 

Fino ad ora il turismo a Padova ha avuto carattere prevalentemente religioso; Sant’Antonio, qui chiamato semplicemente il Santo, è il Santo più venerato al mondo e la Basilica a lui intestata, che ne custodisce le spoglie, è meta ogni anno di 6,5 milioni di pellegrini. Meno nota, ma non meno importante, la Basilica di Santa Giustina, uno degli edifici religiosi più grandi al mondo che custodisce le reliquie tra gli altri dell’evangelista San Luca e San Mattia apostolo.

 

Ma Padova è straordinariamente interessante e molto deve essere ancora essere scoperto dai più. Il centro storico, oltre alle citate basiliche, racchiude tesori come la Cappella degli Scrovegni, celebre per gli affreschi di Giotto, le tre meravigliose piazze contigue delle Erbe, della Frutta e dei Signori, vero e proprio cuore pulsante di Padova, il Palazzo della Ragione con il famoso Salone (uno dei più grandi spazi coperti d’Italia con i suoi 80 metri di lunghezza, 27 di larghezza e 40 di altezza) e il prelibato Sotto il Salone con le sue botteghe storiche di eccellenze culinarie (praticamente il primo centro commerciale della storia). Ma chi visita Padova non può non visitare il palazzo del Bo’, antica sede dell’Università con l’affascinante aula di anatomia dove insegnò anche Galileo Galilei, l’orto botanico, fondato nel 1545 e considerato il più antico del mondo ancora nella sua sede (Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco), Prato della Valle, una delle più grandi piazze d’Europa con i suoi 88.000 metri quadrati e il caffè Pedrocchi,un caffè storico di fama internazionale. Aperto giorno e notte fino al 1916 e perciò noto anche come il “Caffè senza porte”, per oltre un secolo è stato un prestigioso punto d’incontro frequentato da intellettuali, studenti, accademici e uomini politici. L’8 febbraio 1848, il ferimento di uno studente universitario all’interno del locale diede il via ai moti risorgimentali italiani.

 

Per chi ha qualche giorno in più, poco fuori Padova si trovano paesaggi e luoghi straordinari come il Parco delle Terme Euganee (Abano, Montegrotto, Torreglia), l’Abbazia di Praglia con la sua biblioteca nazionale ricca di libri antichi, manoscritti e pergamene e i Colli Euganei, puntellati di ottimi ristoranti con vista mozzafiato sulla pianura.

 

Quindi Padova vi aspetta per una giornata di sport, natura, cultura e divertimento.

 

Alessandro Toscani

Event Director

Farfalle parkrun

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