Notizie - 22nd July 2019
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Ami parkrun?

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Da quando -  sabato 2 ottobre 2004 – è iniziato il primo parkrun di Bushy Park, 3,9 milioni di persone hanno avuto scansionato i propri codici a barre in occasione di eventi parkrun in tutto il mondo.

 

 

Per alcune persone, parkrun è qualcosa da fare ogni tanto, magari a Natale con la famiglia, o quando si incontra un vecchio amico per caso…

 

Ma per milioni di altri, il tarlo di parkrun li ha irrimediabilmente catturati e loro #loveparkrun!

 

Diagnosticare la sindrome nota come “febbre da parkrun” può risultare complicato, perciò ecco sei modi per verificare se ne sei realmente rimasto vittima…

 

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1. Organizzi le tue vacanze in funzione di parkrun

 

Dimentica le Maldive, le Hawaii o i Caraibi. La tua lista delle destinazioni turistiche include ora Vääksyn in Finlandia, Missouri negli Stati Uniti e Zielona Góra in Polonia. Perché? Perché sono tutte sedi di parkrun!

 

Quando prenoti un hotel, trascorri ore e ore su Google Maps per trovare l’alloggio più conveniente per raggiungere parchi e spazi verdi sconosciuti, e hai ormai padroneggiato l’arte di analizzare i percorsi e gli orari dei trasporti pubblici in 14 lingue diverse.

 

Con parkrun attualmente in corso in 21 paesi in tutto il mondo in oltre 1.800 località, le possibilità di fare turismo parkrun e di organizzare delle sfide sono infinite. Ovunque tu scelga di andare, ci sono due regole da tenere sempre presenti:

  • Non prenotare mai voli del sabato mattina.
  • Metti sempre in valigia un tuo codice a barre (o anche quattro).

 

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2. Hai codici a barre conservati ovunque

 

Parlando di codici a barre, sai che ti sei innamorato di parkrun quando ogni tasca, angolo e fessura è piena di codici a barre.

 

Forse perché scottato da un’esperienza precedente, o semplicemente soffrendo di ansia da atleta ‘Sconosciuto’, non riesci mai a ricordarti il tuo codice a barre.

 

Non è possibile aprire una borsa, una scatola portaoggetti o un cassetto senza trovarci dentro almeno un codice a barre e potresti persino averne persino uno al polso, legato ai lacci delle scarpe o nel portafoglio in ogni momento, per ogni evenienza.

 

Ovunque si trovi il tuo nascondiglio personale, c’è una frase che ti perseguita: Non dimenticare il tuo codice a barre! #DFYB – (Don’t Forget Your Barcode)

 

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3. Ti alzi prima di sabato di quanto tu faccia per andare al lavoro

 

Dal lunedì al venerdì, la sveglia è il tuo peggior nemico e l’unico antidoto è il pulsante di spegnimento. Potresti aspettare fino all’ultimo momento per alzarti dal letto, assaporare ogni secondo di sonno residuo e il comfort delle tue lenzuola… ma non il sabato!

 

Il verbo “poltrire” non rientra nel tuo vocabolario il sabato – pardon, il parkrundì – quando la prospettiva di una sveglia alle 4:30 per prendere un treno è del tutto normale, e tu ti alzi dal letto con lo stesso entusiasmo di un bambino il giorno di Natale.

 

Le serate del venerdì sono ora tutte vigilie di parkrun; servono a sistemare il tuo kit da corsa con precisione militare, preparare la colazione e lasciare le scarpe da ginnastica appena fuori la porta in trepidante attesa. O, meglio ancora, potresti persino dormire con loro in modo da essere già pronto ad uscire alle prime luci dell’alba.

 

Mentre una volta pianificavi le uscite del sabato sera durante tutta la settimana, ora preferisci di gran lunga la prospettiva di correre su una collina paludosa sotto la pioggia battente o di sudare copiosamente arrancando sotto il sole battente d’agosto. È ufficiale: sabato mattina è il nuovo sabato sera!

 

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4. Misuri tutte le distanze in parkrun

 

La tua passione per il tuo 5k gratuito, settimanale, cronometrato è così grande che tutte le unità di misura utilizzate in precedenza sono state dimenticate e ora ogni viaggio o distanza è calcolato esclusivamente in parkrun.

 

Durante ogni gara a cui partecipi, ti ritroverai con “solo un parkrun da percorrere” e nei lunghi viaggi in auto, i numeri sui cartelli stradali sono solo un’opportunità per te per mostrare come hai imparato bene la tabellina del cinque.

 

Ad esempio, sapevi che Roma si trova a soli 115 parkrun da Milano? O che, in linea d’aria, da Lampedusa al punto più a Nord del Trentino (Vetta d’Italia), ci sono solo 258 parkrun? Sono sicuro di sì!

 

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5. Il tuo compleanno è un modo per migliorare il tuo rapporto prestazione/età

 

A lungo i tuoi compleanni hanno significato un passo in più verso la vecchiaia, capelli sempre più grigi e qualche altra ruga. Ma ora vedi nel processo di invecchiamento l’opportunità di nuovi traguardi in parkrun.

 

Ogni anno hai la possibilità di migliorare il valore della tua percentuale di prestazione rispetto all’età e, se ciò non bastasse, ogni cinque anni entri in una nuova categoria di età!

 

Quando si tratta di parkrun l’età è solo un numero!

 

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 6. Hai una chat di gruppo esclusivamente per parkrun

 

Per ultimo, ma non per questo meno importante, c’è la chat di gruppo. Ogni famiglia parkrun o gruppo di amici ne ha uno e le notifiche si accumulano in un crescendo man mano che si avvicina il fine settimana.

 

Dopo che sono stati presi in considerazione la lista alfabetica, i profili altimetrici ed i caffè, e hai finalmente deciso a quale parkrun prendere parte, arriva il sabato mattina ed il gruppo s’infiamma. S’inizia con le previsioni sui vari PB, seguite da frasi del tipo “Stamattina ho intenzione di prendermela con calma”.

 

Dopo gli aggiornamenti dei viaggi fatti minuto per minuto e le previsioni del tempo, le discussioni vanno diminuendo man mano che si avvicinano le 9:00… fino a che non vengono pubblicati i risultati ufficiali e la chat riprende vigore per ricominciare tutto d’accapo!

 

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