Vita da parkrunner - 22nd July 2019
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Percorsi di corsa. L’esperienza di Saverio

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Questo mese introduciamo la rubrica “Percorsi di corsa”.

Ci farebbe piacere ricevere i racconti delle vostre esperienze di corsa o camminata che volete condividere con gli altri parkrunner che ci leggono.

Oggi vi presentiamo la bella storia di Saverio, ED di Salento parkrun.

Crediamo che possa essere di ispirazione per molti di voi. Buona lettura!

 

Mi è sempre piaciuto camminare ma non sono mai stato uno sportivo; ero solito dire che non avrei corso neppure per evitare di perdere il treno e che non s’era mai sentito di qualcuno che si fosse infortunato stando sul divano.

Tutt’ora non sono uno sportivo. Però corro. Beh, corricchio. Perché mi fa stare bene.

 

Probabilmente si annidava lì già da un po’, ma la vera è propria crisi depressiva si manifestò all’inizio del 2015.

Gli antidepressivi mi mantenevano abbastanza “funzionante” da riuscire a trascinarmi al lavoro ma non miglioravano in alcun modo la qualità della mia vita.

La psicologa mi sentiva una volta al mese, mi faceva rispondere sempre alle stesse domande da un questionario precompilato e, stabilito che non ero un pericolo per me o per gli altri, mi congedava sempre allo stesso modo: “dovresti fare qualcosa che sia solo per te, l’hai fatto?”

Io, che non avevo nessuna voglia di fare alcunché, men che meno per me stesso, rispondevo di no ed accampavo delle scuse.

Però lei non demordeva e continuava a chiedere, ed io facevo sempre più fatica a compiere lo sforzo mentale necessario a giustificarmi. Senza contare che mi vergognavo come un ladro, ogni volta che mentivo.

 

Fu questa la leva che mi spinse a correre: non volevo più inventare scuse per quella “rompiscatole”.

E poi era la cosa più facile perché era gratis, potevo farlo a qualsiasi ora (soprattutto la sera tardi, lontano da occhi indiscreti) ed era un’attività che iniziava e finiva fuori dalla porta di casa, senza la necessità di andare in una struttura organizzata o in un posto specifico.

 

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Ricordo come se fosse ieri quella sera d’inverno, quei sentieri sterrati, deserti e il totale rifiuto di fare quel che stavo facendo.

Al termine della prima uscita, durante la quale avevo corso otto minuti su trenta di attività, mi facevano male muscoli che neppure sapevo di avere, avevo il fiato corto ed il cuore in procinto di scoppiare…

Il paradosso? Mi sentivo meglio di quanto mi fossi sentito per mesi, se non addirittura per anni.

 

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Nove settimane più tardi, al termine del programma che seguivo per allenarmi, uscire a correre era diventata un’abitudine ed un piacere; due mesi dopo smisi di assumere antidepressivi e, come piacevole effetto collaterale avevo perso anche 31kg.

 

Ormai percorrevo regolarmente e senza fatica 5km, due volte a settimana, ed il Sabato, con molto più tempo a disposizione, mi divertivo a raggiungere i 10km.

 

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Oggi la corsa non competitiva, resta una parte importante ed una delle gioie della mia vita, che ho voluto condividere portando a Lecce, precisamente nel Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio, tra Torre Chianca e Torre Rinalda, il primo evento parkrun pugliese, che gestisco da oltre un anno con un nutrito gruppo di volontari.

 

Il nostro obiettivo, mio, degli altri direttori d’evento e dei volontari, senza i quali nulla di tutto questo sarebbe possibile, è coinvolgere ed aiutare il più grosso numero di persone possibile a migliorare la qualità della propria vita e della propria salute psico-fisica, grazie ad un evento gratuito, settimanale e inclusivo come è parkrun.”

 

Saverio Cannilla

Direttore d’evento

Salento parkrun

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