Vita da parkrunner - 29th October 2019
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Quant’è bello far la lepre a parkrun!

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In questo periodo in cui i recenti – e quasi contemporanei – record nella maratona maschile (non omologato) e in quella femminile (omologato) hanno fatto discutere anche per la presenza di “lepri”, a sostegno dell’atleta impegnato nell’impresa, desta curiosità l’impiego di volontari che si prestano per percorrere i 5 km di alcuni eventi parkrun, a un ritmo prestabilito, con l’obiettivo di fare da riferimento per chi desideri ottenere un certo tempo, magari siglando il proprio PB.

 

Qui, ovviamente, lo spirito è sempre quello di offrire un servizio in più ai parkrunner presenti, in perfetta coerenza con la “mission” di parkrun: dare a tutti la possibilità di fare gratuitamente un po’ di attività fisica in gradevole compagnia, avendo anche l’opportunità di monitorare le proprie prestazioni.

 

Sabato scorso, in due eventi italiani, si sono avute esperienze simili.

 

A Milano Nord parkrun, una bella giornata di sole ha illuminato la corsa dei magnifici 100 partecipanti, quasi tutti locali, che si sono mescolati ad una decina di parkrunner stranieri.

 

Uno dei più grande testimonial, Ettore Comparelli, appena premiato per aver partecipato a ben 1.050 corse certificate (!), ha sfoggiato con orgoglio la sua maglietta di 100 parkrun (da aggiungere alle altre!).

 

Ettore

Ettore Comparelli

 

Lo spirito di gruppo si è visto invece nella bella prestazione di Roberto Colombo, che ha migliorato di oltre un minuto il suo miglior tempo: 2 atleti ben più forti di lui, Marco Tarantola e Matteo Di Felice, vista la sua determinazione, hanno deciso di scortarlo ed incoraggiarlo dall’inizio alla fine. Insomma, se Kipchoge si trovasse a passare da queste parti, saprebbe dove trovare un paio di lepri disposte a tirargli la volata!

 

A Mura di Lucca parkrun, invece, Marco Piagentini ci fa sorridere con il suo racconto:

 

Prima esperienza da pacer, ad una parkrun per giunta: 4’20″… che di solito corro agevolmente.

 

Mi segue un gruppetto, folto, fra cui un inglese con magliettina nera 100 parkrun e un passeggino…

 

Paul con Hugo nel passeggino (già 6 parkrun in meno di 4 mesi... Sabato sarà per l'ultimo sabato in Italia e ha detto che andrà a Terme) ha chiuso sotto i 22 minuti

Paul Moorshead con il piccolo Hugo

 

Fino al secondo km scherzo con lui e con il figlio…

 

…al terzo, il gruppo si è del tutto sfoltito e io tengo i 4’20 spaccati…

 

…al quarto rimango finalmente solo… nonostante un paio di secondi di ritardo…

 

…imboccato il rettilineo finale sento uno sferragliamento di ruote di passeggino e sto qui mi umilia con una progressione da manuale mentre io finisco la benzina…

 

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Marco Piagentini

 

Al di là delle battute, anche quello della “lepre” o “pacer” o “pacemaker”, che dir si voglia, si profila come un ruolo interessante per i volontari parkrun, che avranno la possibilità di divertirsi e far divertire tanti parkrunner sempre più in tutta Italia.

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