Vita da parkrunner - 13th January 2020
Tags:

Braccialetti rossi

coperetina

 

Sabato 11/1/2020: giornata intensa al Caffarella parkrun.

 

Già da prima della partenza si respira un’aria cosmopolita, con i linguaggi dei runners che si confondono in una sinfonia degna della torre di Babele.

 

La differenza fondamentale sta nel fatto che nella bibbia il caos linguistico è inestricabile perché punizione divina – conoscete la storia, inutile dilungarsi.

 

Qui  invece  la buona volontà, che non può avere origini maligne per sillogismo, riesce a venire a capo miracolosamente sulle incomprensioni: senza dizionari, a gesti, a sorrisi, a pacche sulla schiena e con la provvidenziale presenza di un triatleta poliglotta – Matteo, ne parlerò un’altra volta-  si comunica, eccome!

 

Tra  i tantissimi che sfidano il sottozero di Roma, una temperatura gelida ingentilita dal carattere accomodante della città che di nulla mai si meraviglia perché ha visto di tutto nella sua lunga vita, ci sono anche due gagliardi appartenenti alla Home di Macclesfield, nella contea del Cheshire  30 chilometri a sud di Manchester: una piccola città famosa per avere dato i natali allo sfortunato cantautore britannico Ian Curtis, la cui fine prematura ispirò A day without me degli U2.

 

Parlando nell’esperanto che si arricchisce ogni sabato di una miscellanea di nuovi lemmi,  Eve e Ian Taylor si sfilano le felpe per mostrare con fierezza la testimonianza del logo sulle  t-shirts  delle loro partecipazioni all’evento: ben 328!

 

WhatsApp Image 2020-01-13 at 15.49.55 (3)

 

Con l’entusiasmo di ventenni raccontano dell’amore per il parkrun, che in sei anni è cresciuto fino a portarli per la prima e non ultima volta nella Capitale. Sei anni che li hanno ringiovaniti con il vigore dello stare bene, lo stimolo di visitare posti nuovi, il piacere di incontrare tante persone che per differenza di cultura e abitudini possono regalare inusitate prospettive.

 

La corsa parte veloce, mi sfilano davanti tanti volti nuovi e moltissimi aficionados: passando salutano tutti con calore.

 

 

Mi colpisce una coppia, che scoprirò provenire dal Baltico.

 

Adam corre accanto a Silvia, i polsi allacciati da un braccialetto rigido che non è una manetta, non una costrizione: piuttosto un simbolo di amore, fiducia, condivisione.

Non parlano, lei ascolta i suoi passi, il suo respiro, il piede calca il terreno con l’identico ritmo, come un orchestrale suonando  guarda il direttore e non il suo strumento.

Silvia  vede con gli occhi della mente gli alberi, il ruscello, i conigli e il falco pellegrino. Sente il respiro ghiacciato di Adam e il  vento della corsa, insieme tagliano il traguardo.

 

copia

 

Danzica, nella loro Polonia, è ben più fredda:  sono abituati al terreno scivoloso, e il percorso della Caffarella è stato agevole.

Sono semplicemente contenti tenendosi mano nella mano, ora che i braccialetti rossi non servono più.

 

Al tavolo del timekeeper è allestito una piccolo ristoro, qualche dolce, prosecco e birra: Alessandro Testagrossa compie il suo cinquantesimo parkrun.

 

WhatsApp Image 2020-01-13 at 15.49.54 (1)

 

Gli anniversari si festeggiano in famiglia.

Auguri Alessandro, centomila di questi parkrun!

 

 

Laura Avancini (A4978457)

Condividi con gli amici:

copertina

STATISTICHE PARKRUN

  Nell’ultima settimana a parkrun Italia ci sono stati:   16 eventi 460 finisher 123 fantastici volontari 49 brillanti Personal Best 67 meravigliosi debuttanti 62 nuovi registrati

copertina

Cinque trucchi mentali per il tuo prossimo parkrun

Cinque chilometri. 5.000 metri. 500.000 centimetri. 5.000.000 di millimetri. 3,1 miglia. Comunque lo si pensi, parkrun è sempre la stessa distanza ogni settimana.   Tuttavia, alcune settimane può sembrarti molto, molto più a lungo!   Ecco cinque trucchi mentali che puoi usare per farti apparire parkrun come una passeggiata o una semplice corsa nel parco…    …