Vita da parkrunner - 9th February 2020
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parkrannare: un neologismo?

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Credevo di essermi inventata un nuovo verbo: parkrannare, e tutta fiera lo ho comunicato a Giorgio Cambiano (il Capo assoluto, nda). Con la tipica cultura di gentiluomo siculo, egli mi ha subito smontato: “da un pezzo gli Inglesi adoperano il lemma to parkrun!”

 

Buggerata, insomma. Popolarmente in Italia questo participio vuol dire essere ingannata, presa per il…naso. Se poi siete curiosi, consultate la Treccani; la cosa incredibile è che anche i termini bug e bugger in inglese abbiano una altrettanto ampia interpretazione, e che in entrambe le lingue la radice bug indichi un vuoto, una mancanza, un rodimento.

 

Ma da queste amene considerazioni etimologiche a parlare l’idioma di Albione, ce ne passa.

 

Intervisto, armata solo di molta buona volontà, questi Inglesi che  hanno inventato il parkrun ed entusiasticamente vi aderiscono ovunque si trovino nel mondo.

 

È dal tono e dagli sguardi che riesco a capire quanto essi apprezzino quello che avviene nel nostro parco: questo non ha bisogno di interpreti.

 

Ascoltate l’intervista agli scozzesi di Glasgow, con il figliolo di dieci anni al seguito; oppure alla famiglia di James, che da Birmingham ha accompagnato alla Caffarella di Roma i genitori, parkrunners da sempre.

 

 

 

 

Lui invece pratica il salto in lungo, incompatibile con la corsa, ma ha comunque partecipato  prestando la sua opera come volontario, per smistare i partecipanti stranieri sul percorso. Grazie James!

 

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Ho ascoltato poi due connazionali, Flavio Padula e Patrizia Coronati: entrambi molto contenti di essere presenti qui nella Caffarella,  in questa fredda ma bellissima giornata.

 

Flavio lo abbiamo visto in azione già nel doppio parkrun di Capodanno; Patrizia è una neofita, incredula che a pochi passi da casa  possa esserci la possibilità di una bella passeggiata all’aria aperta con la sicurezza di non essere lasciati soli indietro.

 

 

 

 

Oggi  Sergio Di Iorio, pur essendo rientrato da poco dopo una brutta frattura e sicuramente determinato a misurarsi, ha rinunciato a correre per entrare nel ruolo di volontario come camminatore di coda, garantendo proprio questa sicurezza. Grazie Sergio!

 

Sergio Di Iorio

 

Questo è il parkrun: una realtà sportiva comune fatta di una  intelligenza, volontà e coscienza. Inclusiva  e gratuita,  per chiunque ed in qualunque modo si voglia partecipare.

 

 

Laura Avancini (A4978457)

 

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