Vita da parkrunner - 17th March 2020
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L’età non è una barriera

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Se c’è una cosa che molti parkrunner hanno in comune, è quella di festeggiare un traguardo. Tuttavia la parkrunner di Fingal Bay e la bisnonna di Port Stephens – Australia, Colleen O ‘Shea non vuole fare niente di particolare questo fine settimana, nonostante completerà il suo 250° parkrun.

 

Ciò che rende la storia di Colleen ancora più straordinaria è che ha 90 anni e sarà la persona più anziana nella storia di parkrun a raggiungere tale traguardo.

 

Alla domanda sul significato del suo successo, Colleen ha subito minimizzato, dicendo che è stata “solo una persona normale che fa cose normali”.

 

Colleen, che ha iniziato a correre all’età di 68 anni, ha scoperto parkrun nel 2013 ed è stata sempre presente da allora, assentandosi solo per poche settimane quando è stata forzata al riposo a causa di un polso rotto.

 

Madre di sette figli, nonna di 11 e bisnonna di cinque dice che parkrun è un ottimo sistema per mantenersi in forma e fare amicizia. “Ho avuto molto supporto da parte di parkrun, è un grande gruppo e ci è voluto un pò di tempo per arrivare a questo punto, ma ho perseverato e mi sono concentrata sull’obiettivo”, ha detto.

 

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A Fingal Bay, dove Colleen ha registrato 241 dei suoi 249 parkrun, sarà affiancata da 11 membri della sua famiglia appassionata di parkrun, incluso il figlio Kevin, che completerà pure 250 parkrun quel giorno. Tra tutti loro, hanno completato 2074 parkrun, si sono offerti volontari più di 330 volte e hanno un’età combinata di 569 anni – con solo due di loro di età inferiore ai 50 anni – dimostrando che l’età non è affatto una barriera.

 

Colleen ha un PB a parkrun di 40.12 ma ha rallentato nel tempo. Spera di completare il percorso sabato in circa 50 minuti e ha detto che non avrebbe consentito a nulla e nessuno di fermarla, compreso il tempo inclemente. “Spero di poter raggiungere il mio obiettivo di completarlo entro i 50 minuti. Ho rallentato un pò negli anni, com’è normale. Spero che il tempo sia favorevole, ma ho la sensazione che sabato, che ci sia pioggia o sole, sarà quello decisivo ”.

 

Colleen ha detto che dopo sabato, il suo prossimo obiettivo sarà quello di fare un pò più di volontariato. “Non ho fatto molto volontariato per arrivare a questo punto, quindi questo è il mio obiettivo dopo sabato. Ho voluto partecipare ogni settimana per arrivare a 250 il più presto possibile, non avevo idea di quanto tempo mi restasse “, ha detto.

 

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Colleen non è nuova nel battere i record di parkrun. Nel 2016 è stata la donna più anziana del mondo a raggiungere 100 parkrun. Insieme al suo eccezionale record di parkrun, ha anche partecipato a diverse gare di City2Surf a Sydney ed ha concorso ai Masters Games sia in Australia che in Nuova Zelanda.

 

Mentre Colleen minimizza, il figlio Kevin ha detto di essere molto emozionato pensando all’impressionante impresa di sua madre. “Sono davvero molto emozionato. Eccola lì a partecipare ogni settimana, ispirando un sacco di persone, sentendosi una persona normale che fa cose normali – niente di speciale “, ha detto Kevin.

 

Il marito di Colleen, John, è morto due anni fa e, sebbene non abbia mai completato un parkrun, è stato di grande supporto per Colleen. “Era la persona che frequentava più di tutti parkrun, pur non avendone fatto nessuno. Accompagnava la mamma ogni settimana, guardava e faceva colazione ”, ha detto Kevin.

 

Sebbene Kevin ha detto che manterrà il suo solito ritmo sabato, tornerà a prendere sua madre per accompagnarla al traguardo.

 

Ha detto che anche se il record di Colleen sarebbe stato solo del tipo “un’altra persona che fa un altro parkrun”, sarebbe stato molto speciale e unico.

 

Sally Heppleston

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