Notizie - 16th September 2020
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Il tempo di agire è adesso

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Ci troviamo di fronte alla prospettiva di vivere in un mondo in cui l’essere separati diventa la normalità e in cui il rischio associato all’interazione sociale e alla partecipazione all’attività fisica è considerato superiore al loro beneficio.

 

Chrissie Wellington, Responsabile Salute e Benessere di parkrun Global, ci spiega perché è giunto il momento di riprendere parkrun.

 

A seguito della dichiarazione di pandemia globale all’inizio di quest’anno, i governi di tutto il mondo si sono giustamente affrettati a salvaguardare i loro cittadini, cercando al contempo disperatamente di comprendere la minaccia rappresentata da un virus sconosciuto.

 

Eppure, malgrado il numero di ricoveri ospedalieri e decessi giornalieri sia in continua diminuzione in gran parte del mondo, stiamo ora brancolando nel buio dirigendoci verso un’altra catastrofe nei riguardi della salute e del benessere.

 

E questo impatto non viene avvertito in modo uniforme in tutta la nostra società. Alcune persone sono tuttora attive, possono permettersi cibo nutriente e farsi magari anche consegnare la spesa a domicilio. Possono connettersi con amici e familiari. Hanno accesso a spazio verde, la possibilità di lavorare da casa e la capacità di prendersi cura dei figli. Ma questo semplicemente non era, e continua a non essere il caso, per milioni di altre persone.

 

Fasce di popolazione hanno sperimentato difficoltà come mai prima d’ora, con impatti profondi e duraturi.

 

Ad essere maggiormente colpiti sono proprio coloro che hanno meno possibilità di sopportare questi disagi aggiuntivi: gli anziani, che hanno più probabilità di vivere da soli; i giovani, a causa dell’interruzione dell’istruzione e dell’aumento del rischio di disoccupazione; le donne, sui cui con maggior probabilità cadono nuove responsabilità di assistenza; gli appartenenti ai gruppi etnici neri, asiatici e minoritari; le persone con disabilità o condizioni di salute a lungo termine, capacità di comunicazione ridotte; le persone coinvolte nel sistema giudiziario penale, i disoccupati o coloro che hanno un basso reddito.

 

Sono queste persone, che tradizionalmente traggono maggior beneficio dai parkrun, ad essere sproporzionatamente colpite dall’assenza di questi eventi.

 

Il problema evidente è capire se la cura sia peggiore della malattia; se, in ultima analisi, un maggior numero di persone possa subire più effetti negativi in seguito all’esclusione dalle reti di supporto sociale, alla mancanza di movimento e al trascorrere lunghi periodi di tempo dentro casa, piuttosto che a causa dal virus stesso.

 

È chiaro che le restrizioni hanno rallentato la diffusione del virus e che questo approccio possa essere ancora necessario in futuro. Tuttavia, in molte località, lo stato attuale di esistenza è insostenibile.

 

Ci troviamo di fronte alla prospettiva di vivere in un mondo in cui l’essere separati diventa la normalità e in cui il rischio associato all’interazione sociale e alla partecipazione all’attività fisica è considerato superiore al loro beneficio.

 

Questo scenario contraddice ciò che parkrun ha dimostrato nel corso di molti anni, vale a dire che le persone hanno un bisogno innato di stare l’una con l’altra. Parlare, ridere, sostenersi a vicenda, condividere esperienze.

 

Attraverso parkrun abbiamo anche imparato a capire i notevoli benefici per la salute che si traggono dall’essere fisicamente attivi, insieme, in grandi spazi aperti: aumenta l’autostima e migliora l’umore, promuove la qualità del sonno e dà energia, rinforza il sistema immunitario, riduce il rischio di sviluppare molte malattie e promuove la qualità della vita.

 

Ogni settimana senza parkrun costa cara alla salute e al benessere di centinaia di migliaia di persone.

 

Le linee guida del governo britannico “Return to Recreational Sport” hanno rappresentato un primo passo positivo nel riconoscimento dell’importante ruolo che l’attività fisica, svolta a livello di comunità, giocherà nel ricollegare la società e nell’affrontare le disuguaglianze sanitarie. Il Framework di parkrun è stato accettato dal governo britannico e stiamo ora lavorando allo scopo di riaprire gli eventi parkrun in Inghilterra entro la fine di ottobre.

 

Come movimento globale dedicato alla creazione di un pianeta più sano e più felice, questo è un momento cruciale per parkrun nella guida del cambiamento.

 

parkrun può aiutare a cambiare la rotta del malessere crescente e delle disuguaglianze, il che significa che parkrun dovrà essere sempre presente lì dove qualcuno ne ha bisogno. Ogni parkrunner saprà quando è il momento giusto, quando sarà pronto per ricominciare, ma la cosa importante è che esista la possibilità.

 

Ora più che mai abbiamo bisogno di parkrun.
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Chrissie Wellington OBE è 4 volte campionessa mondiale sulla distanza ironman e Responsabile Salute e Benessere di parkrun Global

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