Notizie - 3rd December 2020
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Dalle parole ai fatti: La storia dei Camminatori di Coda

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Nel giugno 2017, parkrun ha modificato il nome del volontario Corridore di Coda in Camminatore di Coda.

 

La responsabile di salute e benessere di parkrun Global, Chrissie Wellington ci descrive il processo decisionale e l’impegno di parkrun per l’inclusività.

 

Arrivare ultimi. Sentirsi esclusi. Essere ridicoli. Queste sono le vere paure per molte persone che prendono parte a un evento sportivo, soprattutto per la prima volta.

 

Eppure a parkrun nessuno deve preoccuparsi di ritrovarsi ultimo all’arrivo, di essere troppo lento o di sentirsi solo e abbandonato. Ad ogni evento parkrun, in qualsiasi parte del mondo, è il volontario Camminatore di Coda che è sempre l’ultimo a terminare.

 

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Torniamo indietro fino all’ottobre 2004 e alla prima “Bushy Park Time Trial”, come veniva allora chiamato parkrun. Ci furono 13 partecipanti e venne dato un premio all’ultimo arrivato.

 

L’inclusività e una incentivazione alla partecipazione, piuttosto che alla velocità, sono state incorporate fin dall’inizio nei principi di parkrun. Ancora oggi, non è previsto un tempo limite a parkrun.

 

Le persone possono camminare, fare jogging o correre alla velocità che desiderano, in sicurezza, nella consapevolezza che saranno tutte benvenute, apprezzate e applaudite.

 

Non dovette passare molto tempo, dopo che i parkrun cominciarono a diffondersi in tutto il Regno Unito, affinché il ruolo di Corridore di Coda, come era precedentemente nominato, fosse incluso nella lista dei volontari.

 

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I Camminatori di Coda sono stati resi obbligatori negli eventi junior parkrun dal 2013 e da gennaio 2017 l’obbligo è stato esteso anche a tutti gli eventi 5k nel Regno Unito.

 

Tuttavia, c’era la sensazione che le persone avessero qualche remora nel partecipare perché non ritenevano di poter correre alcuni o tutti i percorsi di 5k.

 

Sentivamo che non solo il termine Corridore di Coda stava diventando meno appropriato in quanto un numero maggiore di partecipanti – inclusi gli stessi Corridori di Coda – camminavano, ma scoraggiava anche quelli che erano meno attivi, o timorosi di arrivare per ultimi, dal partecipare.

 

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Fu assolutamente indispensabile che noi, un’organizzazione impegnata nell’inclusività, guardassimo attentamente a cosa potevamo fare per cambiare questa situazione e potessimo aprire le nostre porte il più possibile.

 

Il giugno 2017 è stato un passaggio fondamentale in questo viaggio. E’ stato quando abbiamo cambiato il nome del ruolo da Corridore di Coda a Camminatore di Coda.

 

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Semantico sì, ma il cambiamento nel titolo è stato di vitale importanza nel riaffermare e ribadire il messaggio che tutti sono i benvenuti a parkrun, compresi quelli che partecipano ai nostri eventi camminando .

 

Ciò che avrebbe potuto essere visto come un aggiustamento insignificante o falso era in realtà una manifestazione vitale e visibile dei nostri sforzi per promuovere l’inclusività.

 

Ora il ruolo di Camminatore di Coda è obbligatorio in oltre 2000 eventi in tutto il mondo, un simbolo importante del nostro impegno nell’accogliere, sostenere e rispettare tutti, indipendentemente da come decidono di partecipare.

 

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Alcuni eventi hanno scelto di avere più di un Camminatore di Coda, e spesso c’è un’atmosfera di festa nel gruppo.

 

Dal 2017, 110.796 persone straordinarie hanno indossato il gilet ad alta visibilità e si sono offerte volontarie in questo ruolo estremamente importante.

 

Le persone camminano per una serie di motivi: per motivi di salute, per poter ammirare il parco ed il panorama dal percorso a un ritmo più piacevole, per parlare e chiacchierare, per incoraggiare gli altri o perché potrebbero essere ai loro primi passi verso un più attivo stile di vita.

 

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Nel 2012, nel Regno Unito, ci sono state poco più di 2.500 camminate nell’ambito di parkrun. Questa cifra è cresciuta rapidamente di anno in anno e nel 2019 si è attestata a oltre 140.000.

 

In altri paesi, la percentuale di camminatori è persino superiore a quella del Regno Unito. In Sudafrica, ad esempio, non è insolito che circa il 28% di tutti i partecipanti, giovani e meno giovani, cammini lungo il percorso di 5k.

 

Indipendentemente dai vari motivi validi per camminare, ognuno ha un suo spazio a parkrun – un luogo dove è possibile completare alcuni o tutti gli eventi con il proprio stile e nei propri ritmi e dove il Camminatore  di Coda si trova sempre dietro di te.

 

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Chrissie Wellington,

Responsabile di salute e benessere, parkrun Global

 

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