Vita da parkrunner - 10th April 2021

A Roma Pineto è tutta vita, sempre!

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Roma Pineto dice di sì alla (non)parkrun.

 

Ancora una volta ci troviamo a convivere con Ie notevoli restrizioni della “zona rossa”, tuttavia, senza la confusione totale di un anno fa, che ha visto alcuni di Roma Pineto inventarsi parkrun alternative in luoghi insoliti, come la terrazza sul tetto o il cortile del palazzo. Quando è stato possibile correre di nuovo da soli o in piccoli gruppi, abbiamo subito inventato le virtual parkrun, un’iniziativa che ha avuto un seguito anche tra i nostri amici turisti internazionali. Poco dopo, a Giugno, parkrun ha dato il via ufficialmente alle (non)parkrun, in cui ognuno è libero di correre o camminare i propri 5km, dove e quando può. Non è stata una sorpresa che la banda di Roma Pineto si sia gettata allegramente nell’idea e che si sia deciso di seguire e commentare la classifica per renderla più interessante.

 

Nonostante la mancanza dei nostri punti di forza: “il ristoro, i sorrisi, l’atmosfera amichevole, la foto vista Cupolone… tutto a due passi da casa” ( parkrunner Elisabetta Corsetti), ogni settimana contiamo un assortimento di almeno 20 (non)parkrunner e nel corso di 40 eventi abbiamo visto 3 partecipanti superare il traguardo inventato di 100 (non)parkrun, una nel club dei 50 e tanti altri che si stanno avvicinando. Adesso scopriamo perché lo fanno…

 

Ci sono persone, come Marco Catena che abita fuori Roma, non spesso libere di sabato, che hanno potuto partecipare per la prima volta. C’è Massimiliano Sangalli che ci fa sempre compagnia da Milano Nord. C’è Regina, una ragazza Spagnola che è felice di avere una spinta per continuare a migliorare sempre le sue prestazioni, dicendo “parkrun ha significato molto per me, fare (not)parkrun mantiene questo impegno, con il vantaggio che mi incoraggia a correre il più possibile, ora che posso registrare 5k in qualsiasi momento della settimana”.

 

Ovviamente non mancano i nostri “juniors”, compreso mio figlio Gabriele Cavallo a cui la carota (non)parkrun è fondamentale per sconfiggere l’apatia dell’ adolescenza. Invece il giovane guerriero Riccardo Vassallo (il più giovane a raggiungere 50 parkrun in Italia) ha dato il massimo durante le (non)parkrun per abbassare sia il suo PB assoluto che il suo PB a Pineto. Nonostante la mancanza dell’applauso entusiasta all’arrivo ha avuto come premio la merenda con papà Salvatore, l’ED di Roma Pineto e il nostro capo pasticciere.

 

Quasi tutti i nostri (non)parkrunner vedono l’iniziativa come un bel motivo per non arrendersi, uscire di casa e almeno una volta a settimana aumentare il ritmo per quanto possibile. Daniele Liberto (il primo in Italia a raggiungere 100 (non)parkrun) ci dice “caricare i tempi (non)parkrun per me sono state uno stimolo costante che mi ha aiutato a rimettere in moto il mio corpo e il mio spirito dopo il lockdown e mi ha permesso di riavvicinarmi a quella normalità che tanto ci manca…”.

 

A Febbraio anche Donatella TORRE ha raggiunto 100 (non)parkrun; lei stessa ci racconta che “Da Giugno ogni settimana per me è stata (non)parkrun: ho corso i miei 5km sulla pista ciclabile e dietro casa, in montagna nel mezzo del nulla, al Centro di Roma e (ovviamente) ho corso al Parco del Pineto. Ringrazio davvero di cuore il team di Roma Pineto parkrun, perché ok, è virtuale e non è affatto la stessa cosa, ma in questi 6 mesi, in qualche modo, mi sono sentita comunque parte di un gruppo…”

 

Sentimenti simili per Elisabetta Corsetti (che ha superato ampiamente 50 (non)parkrun), arrivata da noi poco prima del lockdown tramite uno dei nostri parkrunner fissi Simone Magnani. Elisabetta dice “questo destrutturato e bizzarro appuntamento settimanale della (non)parkrun è diventato un divertente stimolo a correre anche in un periodo senza obiettivi agonistici. Anche (quando non va) 5km “alla come viene viene” sono stati sempre fatti per poi registrarli, con quella leggerezza ed allegria che tanto ci servono in questo periodo…”

 

Il Parco del Pineto durante le 4 stagioni del 2020, perché noi ci siamo sempre stati, anche controvento (foto Elisabetta Corsetti)

 

Simone Picchi che corre per la sempre disponibile squadra di zona, Podistica Primavalle ha menzionato un altro motivo molto importante: “nel mio caso, oltre che lo stimolo per provare a spingere almeno una volta a settimana, non avendo ora la forza mentale di seguire un programma di allenamento, c’è anche un’altra piccola motivazione. Ho sempre tenuto a fare il volontario ogni volta che potevo e sono sempre rimasto con piacere a condividere i post parkrun al bar…mettere il nome prima sulle freedom e poi sulle (non)parkrun è un po’ come continuare a fare il volontario e per tenere in vita l’idea”.

 

Accorgermi che lo spirito di parkrun è rimasto intatto anche per questo evento continuo virtuale, mi ha commosso. Vedere, per esempio, il nostro Luigi de Luca (abituale first finisher) contento di postare tempi tranquilli in compagnia. Vedere Ugo, o Barbara mettersi sempre in gioco per fare il tail-walker mi ha convinto che nonostante la lunghissima pausa ripartiremo pronti a condividere le nostre corsette collettive nel bellissimo Parco del Pineto. Vorrei ringraziare di cuore TUTTI i partecipanti regolari.

 

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Jenny Stripe (A565447)

parkrun Italia Ambassador

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Aggiornamento settimanale 11 maggio 2021

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