Vita da parkrunner - 19th May 2021
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“Ho sempre odiato le cose virtuali.

 

Quando nel marzo 2020 siamo stati colpiti dalla pandemia e costretti a un rigido lockdown, tutti abbiamo reagito differentemente.

 

C’è chi ha cercato di reagire alla mancanza di sport e di occasioni di aggregazione (come parkrun) con iniziative virtuali di allenamento che in qualche modo ci facessero sentire vivi e attivi.

 

Io no. Non ho trovato conforto in queste pur lodevoli iniziative. Anzi, ammetto di averle proprio detestate, perché mi sembrava un modo di arrendersi a un lockdown durissimo, che aveva colpito anche l’attività fisica individuale e in solitaria, a differenza di ciò che avveniva in altre nazioni dove, addirittura in pieno lockdown, si chiudevano le strade al traffico per permettere la corsa e l’attività fisica.

 

Questo, in quel periodo, ha generato in me solo rabbia e mi ha portato ad allontanarmi da quasi tutti, anche dallo stesso mondo di parkrun.

 

Devo essere onesto e dire che da ED meditavo seriamente di non partecipare più a parkrun quando fosse ripartito.

 

Non accettavo che lo Stato avesse così duramente colpito anche l’attività fisica individuale, non accettavo il silenzio di FIDAL e degli EPS, non accettavo nemmeno gli insulti di altri amici runner nei confronti di chi sceglieva, nel rispetto delle regole, di correre sotto casa.

 

Non credevo più giusto impegnarsi per la promozione dello sport e dell’attività fisica (uno degli obiettivi di parkrun) di fronte a tutto questo…

 

Poi…

 

Poi, quando le restrizioni si sono allentate e si è ritornato a correre insieme, anche se distanziati, ho ritrovato i miei due “fratelli” di corsa, Luigi e Marco, che mi erano stati virtualmente vicini nel periodo buio, e mi hanno preso per mano, conducendomi di corsa in giro per Roma.

 

E, al termine della prima corsa insieme, ricordo che uno di loro, con semplicità, mi disse: “mettiamo i primi 5km come (non)parkrun?”

 

E sì, dai, mettiamoli!

 

Perché è bello sentirsi parte di questa comunità, anche se per ora solo virtualmente.

 

E grazie a loro, grazie a Jenny che ha tenuto viva la Roma Pineto parkrun in questo periodo, e grazie all’entusiasmo di tanti, che anche con la (non)parkrun ci raccontano le loro corse, sono di nuovo pronto a riabbracciarvi sul pianoro del Pineto, non appena si potrà (speriamo presto).”

 

Salvatore Vassallo (A2527900)

ED Roma Pineto parkrun

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