Vita da parkrunner - 7th July 2021

Un vantaggio italiano (e non solo)

italiano

Se siete fan ossessionati di parkrun, sicuramente siete a conoscenza della “storia infinita” della riapertura della casa madre di parkrun, l’Inghilterra. I paesi parkrun sono tutti importanti, ma ovviamente l’Inghilterra (attenzione, diversa dal Regno Unito, che comprende anche Scozia, Galles e Irlanda del Nord) è in assoluto il paese con più parkrun nel mondo – quasi 600 – oltre ad ospitare la sede legale di parkrun.

 

Dopo ben due tentativi precedenti, ora parkrun Inghilterra sposta per la terza volta la riapertura, al 24 luglio 2021.  Ma perché è così difficile, visto che dal punto di vista legale, parkrun poteva anche riaprire a marzo 2021?

 

Ecco, la risposta sta nella formula straordinariamente semplice di parkrun. Chiunque (registrato o non registrato con parkrun) si può presentare a qualsiasi parkrun nel mondo, senza preavviso, e partecipare. Questo è proprio un valore immenso di parkrun – quando si dice che è per tutti, lo è davvero!

 

Poi pensiamo ai parkrun inglesi, che spesso hanno centinaia, ed anche migliaia, di partecipanti ogni settimana (era pre-covid). Se non aprissero contemporaneamente almeno la gran parte degli eventi, ci sarebbe inevitabilmente uno spostamento massiccio di persone verso i pochi parkrun riaperti nelle vicinanze, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Se un parkrun abituato e preparato per gestire una capacità massima di 800 persone si trova con 2000 persone, si mettono a rischio subito non solo le persone che corrono, ma anche i volontari, e ovviamente anche le altre persone che frequentano il posto.

 

Le autorità di Londra (con un parkrun praticamente in ogni parco) e del Nord Ovest dell’Inghilterra (zona Manchester) sono state meno pronte di altre a rilasciare l’autorizzazione formale per la ripresa degli eventi. Questo ha creato una situazione potenzialmente  pericolosa, per il potenziale sovraffollamento di altri parkrun nei dintorni. Quindi, la posizione di parkrun Inghilterra è molto comprensibile – “o quasi tutti, o nessuno!” Una presa di posizione ammirevole, direi.

 

Invece, qui in Italia, abbiamo un certo vantaggio rispetto a questa situazione. Abbiamo “solo” 16 parkrun avviati, e due (confermati, formalizzati, belli – quello che vuoi!) mai partiti. In realtà, con l’eccezione della Sicilia, Firenze e Roma (comunque tutti con numeri molto contenuti), non ci sono parkrun che sono fisicamente vicini l’uno all’altro. E poi, non abbiamo mai avuto numeri altissimi (effettivamente Milano Nord ci stava arrivando, ma poi è stato il primo parkrun nel mondo a chiudere per Covid – che onore!). Il rischio di spostamenti massicci di persone, che si potrebbero spostare da un parkrun all’altro, è veramente minimo, praticamente zero!

 

E non siamo i soli, ci sono diversi paesi che sono nella nostra stessa posizione. Quindi, lo possiamo considerare un vantaggio! Se noi riusciamo a ricevere il fatidico “VIA” dall’Inghilterra, possiamo partire, volendo, anche a pezzettini. E non solo. Possiamo partire con il caldo, con le poche presenze per le persone al mare e in vacanza, insomma… con molto meno persone. E possiamo mettere alla prova i parkrun nuovi, i percorsi modificati, i volontari nuovi e tante altre cose.
Aprono due nuovi parkrun – La Mandria (Torino) e Mensola (Firenze), entrambi mai messi realmente alla prova; Roma Pineto avrà una zona partenza diversa (nel frattempo è nato un mercatino locale, una cosa bellissima, ma la partenza parkrun si sposta di conseguenza); Milano Nord ha modificato la partenza per avere più spazi e evitare assembramenti – insomma, facendo un confronto con febbraio del 2020, le cose sono un po’cambiate.

 

Anche perché, nel frattempo, si è aggiunto il Framework COVID-19 a dettare legge nell’organizzazione dei nostri eventi. Studiatevelo bene perché, almeno fino a quando non avremo completamente superato l’emergenza dovuta alla pandemia, dovremo conviverci, anche rinunciando ad alcuni aspetti a noi cari legati agli eventi parkrun…

 

Ma ci piace vedere tutte questi cambiamenti come un periodo di prova. E i periodi di prova si fanno bene quando le persone sono motivate e magari meno del solito.

 

Siamo pronti per partire anche in piena estate? Diteci voi…

 

 

Suzi Jenkins (A3896425)

parkrun Italia Ambassador

 

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