Vita da parkrunner - 17th February 2022

Venite a conoscerci

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Sono passati più di sette anni dal giorno in cui Annie Robertson si è registrata con parkrun al suo primo giorno di partecipazione.

 

Qui ci racconta quanto ne è valsa la pena aspettare e perché nessuno dovrebbe spaventarsi di venire a parkrun per conoscerci meglio. 

 

Quando mi sono registrata per la prima volta a parkrun, l’ho fatto perché volevo stare all’aria aperta con persone che hanno interessi simili ai miei, ma svegliarmi presto per fare attività fisica, non era una priorità. Il mio atteggiamento, in generale, verso l’attività fisica organizzata non era molto positivo – preferivo fare le cose da sola.

 

Ero fisicamente attiva a scuola e quando ho iniziato a lavorare andavo in palestra e in discoteca a passare la notte a ballare. Poi mi sono sposata con un agricoltore e abbiamo avuto dei figli e la vita si è riempita di diversi impegni tra figli e fattoria. Stare in forma non era una priorità ed io non ero una priorità per me stessa: ero concentrata pienamente sulla fattoria ed i figli. La mia vita consisteva in un continuo provarci per avere una vita più salutare.

 

Non ci è voluto molto prima che iniziasse a soffrire la mia schiena, le mie ginocchia e le mie caviglie. Inoltre, i chili in più hanno ridotto il mio livello di partecipazione in qualsiasi attività fisica. Passavo il tempo a non fare niente, a guardare la televisione, a giocare sul computer, a leggere libri ma soprattutto adoravo stare nel mio letto! Non volevo alzarmi la mattina. In realtà, non era solo faticoso alzarmi dal letto ma era anche fisicamente impegnativo tirarmi su in una posizione che mi permetteva di scendere dal letto.

 

Nel 2021 il mio medico curante mi ha proposto la chirurgia bariatrica che viene eseguita quando si ha gravi problemi di salute a causa del peso. Essere in sovrappeso è una vera disabilità e svolgere le normali attività quotidiane con una disabilità è una sfida che richiede una forza fisica, emotiva e psicologica. Ero contenta di procedere con l’intervento.

 

Nel giro di poco tempo avevo voglia di uscire all’aria aperta e fare di più, quindi ho deciso che è arrivato il momento di mettere in atto il mio piano di partecipare al parkrun. Stavo aspettando che iniziasse di nuovo dopo il lockdown perché mi sentivo pronta. Il parkrun di Parkville a Melbourne è vicino casa mia ed è facilmente raggiungibile.

 

Ho partecipato al mio primo parkrun nel novembre del 2021. Ho incontrato una signora molto simpatica che si chiama Jan che faceva la camminatrice di coda. E’ stata molto incoraggiante, mi ha fatto sentire a mio agio e una parte della squadra e mi ha dato tutte le informazioni necessarie. Ho avuto un’accoglienza personale da partecipante esordiente! Jan mi ha spiegato che il parkrun è aperto a tutti indipendentemente dall’età, genere, livello di forma fisica o disabilità.

 

Ho provato un senso di realizzazione talmente forte dopo quella prima volta che volevo provare quella sensazione di nuovo, e non solo, ma volevo anche migliorare il mio tempo! Ero lì per sfidare me stessa. Non c’è cosa migliore che il profumo e la freschezza di una camminata di mattina presto.

 

C’è stato un momento in cui non riuscivo nemmeno a camminare lungo il corridoio per raggiungere l’ascensore nel mio condominio senza fermarmi per una pausa. Poi avevo bisogno di prendere un’altra pausa al piano terra prima di mettere piede fuori dall’edificio. Invece ora l’attività fisica è fattibile e divertente; non voglio stare ferma a non fare niente tutto il giorno, ora voglio fare tante cose.

 

E’ migliorata la mia sicurezza, la mia motivazione, il mio rispetto di me stessa, il mio livello di fitness e sono entusiasta di essere sempre in movimento. Non ho più bisogno delle medicine che prendevo prima, è molto meno probabile che io diventi diabetica o che avessi bisogno di chirurgia sostitutiva del ginocchio e sono molto più felice. La vita quotidiana è diventata molto più facile e sono entusiasta di sapere cosa mi aspetta da giorno a giorno. La mia mentalità e il mio atteggiamento sono cambiati, in realtà tutta la mia vita è cambiata. Ora non vedo l’ora di camminare ogni giorno lavorativo e al parkrun il sabato.

 

Non mi preoccupo più di quello che pensano gli altri di me. Dato che sono una donna grande che vive da sola, vivo la mia vita per me stessa e fondamentalmente faccio ciò che voglio e il necessario per vivere una vita che mi soddisfa.

 

Il mio primo obbiettivo a parkrun era completare i 5 chilometri in meno di un’ora e l’ho raggiunto. Continuerò a provare a migliorare il mio tempo e, chissà, un giorno forse proverò a correre! I miei prossimi obiettivi sono ottenere la maglietta traguardo per aver partecipato a 25 parkrun e fare volontariato.

 

Per chiunque non sia ancora venuto a parkrun, valutate bene l’idea di venirci a trovare. Non dovete camminare, correre o fare volontariato. Venite solo a vedere quello che facciamo. Non sai mai dove ti porterà.

 

Annie Robertson

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