Vita da parkrunner - 24th febbraio 2022

Legami forti per diminuire il senso di solitudine

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Il signor Kobayashi è il direttore dell’evento al parkrun di Hikarigaoka a Tokyo. Dopo essere stato ispirato dai giochi paralimpici di Tokyo, si è formato come guida sportiva. Per puro caso, il suo primo partner ipovedente di corsa voleva partecipare a parkrun.

 

In questo articolo ci parla della sua formazione e della sua esperienza da guida a parkrun. 

 

In un parco locale, vedevo occasionalmente alcuni corridori ipovedenti accompagnati da una guida. Indossavano una pettorina gialla e in mano tenevano qualcosa. Li osservavo con molta curiosità e mi chiedevo se avrebbero iniziato a correre con le gambe legate l’uno all’altro come in una corsa a tre gambe! A quei tempi sapevo ben poco sul ruolo di una guida.

 

Durante i giochi paralimpici a Tokyo l’anno scorso, una maratoneta ipovedente giapponese ha vinto una medaglia d’oro. Stavo guardando l’evento in televisione e appena l’atleta ha attraversato il traguardo ha allungato le braccia per abbracciare la sua guida e hanno festeggiato insieme il loro risultato straordinario.

 

Sono rimasto affascinato da questo momento bellissimo e sono stato ispirato all’idea di offrire supporto ad una persona ipovedente.

 

Più o meno nello stesso periodo, due dei miei amici della mia zona erano interessati a fare un corso di formazione per diventare guide sportive per ipovedenti.

 

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Alcuni degli altri corridori di parkrun sono venuti a darmi supporto durante le lezioni di formazione. E’ probabile che molte persone interessate agli eventi sportivi si divertirebbero anche a fare volontariato. Alcuni dei miei amici erano anche interessati a fare le guide ai corridori ipovedenti ed è stata un’ottima opportunità per tutti noi per vedere come funziona quando si dà assistenza ad una persona ipovedente.

 

Per capire cosa significa essere un corridore o camminatore ipovedente, nella prima parte del corso i partecipanti sono stati invitati a bendarsi con una maschera per gli occhi.

 

Una corda corta tra il corridore e la guida li permette di comunicare efficacemente  tra di loro. Questo aiuta il corridore a percepire la direzione nella quale è diretto, gli ostacoli da evitare, scale alle quali deve stare attento e anche la velocità.

 

Mentre è fondamentale che una guida abbia la tecnica e l’insieme di competenze per poter dare comandi di direzione e navigazione, credo che costruire una fiducia reciproca sia l’aspetto più importante per poter creare un rapporto positivo con il nostro compagno di corsa/camminata.

 

Può rafforzare i legami tra l’uno e l’altro e ridurre la sensazione di solitudine o insicurezza. Quando faccio la guida per qualcuno, cerco di creare un’atmosfera rilassante.

 

Appena mi sono registrato con un’associazione sportiva per essere una guida, mi sono arrivate tante richieste tramite e-mail da persone che cercavano un supporto durante una corsa/camminata. All’inizio di dicembre, il giorno è arrivato. Finalmente ho fatto il mio debutto come guida!

 

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Il mio primo partner da corsa era un corridore completamente cieco che, per puro caso, era interessato a partecipare a parkrun. Che cosa fantastica! Dato che era la mia prima esperienza, il nostro primo incontro è durato circa due ore, partendo dalla stazione ferroviaria poi al parkrun e poi con ritorno alla stazione.

 

Quando ha iniziato il parkrun, ci siamo posizionati in fondo al gruppo pensando che se potessimo mantenere la loro velocità, finiremo a raggiungere il nostro tempo target. Però, avevo torto perché abbiamo mantenuto una velocità superiore – stavamo andando alla grande!

 

Abbiamo continuato a correre per altri 5 chilometri dopo il parkrun. A questo punto, ero un po’ stanco, anche se avevamo ancora mezz’ora a disposizione. E’ stato proprio in quel momento che qualcuno è venuto a darmi una mano. Era Mari che ha partecipato al parkrun come tutti i sabati. Lei ha preso il mio posto, con aria da esperta, e insieme sono andati a fare un’altra corsa.

 

Quando Mari e il corridore cieco sono tornati, ci ha ringraziato per la compagnia. Abbiamo promesso di partecipare ad altri eventi insieme durante l’anno. Mari mi ha fatto compagnia mentre accompagnavo il corridore alla stazione. Il mio primo giorno da guida era terminato.

 

C’è un ruolo da volontariato a  parkrun che si chiama “guida per ipovedenti”. Quando una guida fa volontariato ad un evento, aiutano i partecipanti ipovedenti a completare il loro parkrun. Il loro contributo viene registrato come volontariato. Da quando ho raccontato la mia esperienza ai miei amici di parkrun, loro erano interessati a proporsi come guide.

 

Le guide possono assistere con tutti gli aspetti di parkrun, che tu scelga di camminare, correre, fare volontariato o offrire supporto come guida ad un camminatore o corridore. Continuerò a promuovere l’inclusività di parkrun alla comunità estesa in modo che sempre più partecipanti possano godersi quest’evento gratuito settimanale di 5 chilometri e vivere una vita più salutare e felice.

 

Masato Kobayashi
Event Director at Hikarigaoka parkrun (Tokyo)

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