Vita da parkrunner - 15th June 2022

Roma Pineto parkrun

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Suona la sveglia. Sono le 6:30 ed è sabato. Il mio giorno libero da impegni lavorativi. Dopo una veloce colazione ed essermi vestito con abiti sportivi, esco di casa e con la mia macchina percorro i circa 25 km che mi separano dal luogo dove trascorrerò il resto della mattina: il parco del Pineto, a Roma.

 

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Si tratta di un parco dall’ enorme importanza non solo storica ma anche naturalistica (si pensi che al suo interno sono state censite ben 600 specie vegetali e 71 specie di uccelli) e nel quale, da poco più di tre anni e per iniziativa di Salvatore Vassallo, si svolge il Roma Pineto parkrun. Sono circa le 7:30 e appena parcheggiato mi accorgo che alcuni dei volontari sono già arrivati. Vedo la bandiera simbolo dell’evento ben piantata nel suolo e subito dietro si scorge come sempre la bellissima e maestosa cupola di San Pietro, comunemente e fraternamente chiamata dai residenti ” Er Cupolone” .

 

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Lungo il bello e tortuoso percorso di 2,5 km, che i runners e i camminatori percorreranno per due volte (con tempi complessivi che andranno dai 16 minuti all’ora e mezza), iniziamo a posizionare la segnaletica necessaria affinché nessuno si perda o abbia dubbi sulla giusta  direzione da prendere per arrivare all’ agognato traguardo. In questi lunghi minuti si discute dei più molteplici argomenti, dal calcio alla politica, dalle gare podistiche all’ ultimo bollettino sul Covid. Ognuno cerca di riassumere in poche parole quello che avrebbe voluto dirsi in una settimana e che invece i vari impegni lavorativi e familiari hanno impedito.

 

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C’ è voglia di comunicazione, di condividere. Perché in fondo parkrun è soprattutto questo. Qualcuno, del gruppetto dei volontari, esclama l’ormai scontato ” Dai andiamoci a prendere un caffè che tra poco cominceranno ad arrivare le persone, speriamo che ci siano tanti stranieri anche questa settimana”. E così, dopo aver sistemato tutto quello che occorre (persino le torte e il prosecco su di uno dei tavoli del parco), arriva il momento della partenza. Ma questa è un’altra storia, o meglio un’altra puntata della stessa magnifica e speriamo infinita storia.

 

Luciano  Giovannini

parkrun Italia Ambassador

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