Vita da parkrunner - 4th agosto 2022

Non ho mai creduto di riuscirci

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“Sento che sto facendo del mio meglio per aumentare la consapevolezza della mia condizione psicofisica e devo riconoscere che parkrun mi ha aiutato un modo determinante a farlo”.

Non c’è bisogno di fare 5k a parkrun. Lois Rowland ha fatto volontariato a parkrun per più di dieci anni prima di decidere, infine, di provare a fare i 5k, dopo una gravidanza extrauterina.

 

Ora, dopo aver completato 50 parkrun, ci racconta la sua storia.

 

 

Mio marito è molto entusiasta di parkrun e ha partecipato al nostro evento locale ogni settimana per gli ultimi 10 anni. Non mi considero un corridore, preferirei perdere l’autobus anziché rincorrerlo, ma mi sono divertita molto a fare volontariato a parkrun.

 

Ho deciso di provare i 5k nel 2019, dopo aver avuto, purtroppo, una gravidanza extrauterina. Questo succede quando un ovulo fecondato si impianta all’esterno dell’utero, solitamente in una delle tube di Falloppio. Colpisce una gravidanze su 80 e purtroppo il feto non riesce mai a sopravvivere. Se non viene curata può mettere in pericolo la vita.

 

Fortunatamente ho ricevuto la cura necessaria e volevo ringraziare l’associazione che mi ha sostenuta durante la mia esperienza. Mi sono iscritta ad un evento organizzato dall’associazione dove si doveva correre 1000k nell’arco di 12 mesi.

 

Mi sembrava molto più gestibile rispetto a fare un singolo evento e a capodanno nel 2019 sono andata a fare la mia prima corsa, anche se non è stata una corsa molto lunga per me è stato un passo grande.

 

Gradualmente ho sviluppato la mia forma fisica e ho aumentato la distanza che poteva correre senza dover camminare o fermarmi e dopo tre mesi mi sentivo abbastanza coraggiosa per partecipare al mio primo parkrun. L’ho adorato.

 

La comunità di parkrun mi ha accolta a braccia aperte e mi ha incoraggiata a ritornare, e quindi ci sono tornata!

 

Alla fine della sfida dei 12 mesi avevo raggiunto l’obiettivo di 1000k e non ero pronta ad appendere le mie scarpe da corsa. A capodanno del 2020 sono andata subito al primo parkrun dell’anno e ho continuato a correre sia sola che con la mia famiglia durante il lockdown – anche se ero molto felice quando gli eventi di parkrun hanno riaperto perché  avevo iniziato a perdere la voglia di correre, quindi mi ha riacceso la voglia di tornare a correre.

 

parkrun è diventato un appuntamento fisso per me, mio marito James e i nostri due figli – che erano contentissimi di festeggiare il mio 50esimo parkrun insieme a me quest’anno. Non avrei mai pensato di poter completare 5k, quindi raggiungere il mio 50esimo parkrun è stata una grande conquista.

 

Andare a camminare, fare jogging o correre in mezzo a tanta bella gente e condividere la mia storia con loro ha suscitato parecchie conversazioni sulle gravidanze extrauterine mentre correvamo. Mi sento come se stessi facendo quello che posso per aumentare la sensibilità su questa condizione e parkrun mi ha dato la possibilità di farlo.

 

Una gravidanza extrauterina può essere una condizione molto pericolosa per una donna se non viene diagnosticata e curata velocemente. È importante che le donne in età feconda che sono attive sessualmente o che stanno seguendo una cura di fertilità, come la fecondazione in vitro, siano consapevoli dei sintomi di una gravidanza extrauterina e, se dovessero manifestare questi sintomi, dovrebbero recarsi dal medico appena possibile.

 

Lois Rowland

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